1 In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». 2Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro 3e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. 5E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
10Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. [

“Chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli” (Mt 18,4)

Il mio abbandono nel Voler Divino continua. Mi sento sempre il piccolo atomo che vado su e giù come errante nei suoi atti, per trovare la sua e la mia vita negli atti suoi; ed il mio atomo non si arresta, corre, corre sempre, perché sento l’estremo bisogno di trovare la vita nel Fiat!
Altrimenti mi sento che non posso vivere senza la sua vita, e senza dei suoi atti mi sento digiuna, e perciò debbo correre per trovare vita e cibo, molto più che la Divina Volontà mi aspetta con un amore indicibile nei suoi atti per apprestare il suo cibo alla sua piccola figlia.
Ma mentre la mia mente si perdeva nella sua luce, il dolce e Sovrano celeste Gesù facendo la sua scappatina alla sua piccola figlia mi ha detto: “Figlia benedetta, com’è bella la tua corsa nella nostra Volontà, e sebbene sei il piccolo atomo, possiamo crescerti come noi vogliamo.
I piccoli si possono crescere colle nostre fattezze che ci somigliano; insegniamo i nostri modi divini, la nostra scienza celeste, in modo che essa dimentica i modi rozzi e l’ignoranza dell’umana volontà.
A quelli che sono grandi, sono già formati e poco o nulla possiamo rifare, e poi sono abituati a vivere da grandi, secondo il volere umano, e distruggere le abitudini ci vogliono dei miracoli, se pure si riesce.
Invece ai piccoli ci riesce facile né ci costa tanto, perché abitudine radicale non ne hanno, al più qualche moto fugace, che basta una nostra parolina, un soffio della nostra luce per fare che più non se ne ricorda. Perciò sii sempre piccola, se vuoi che la mia Divina Volontà facendoti da vera Madre ti cresca, affinché sia tutta la gloria nostra ed anche la tua.
Ora tu devi sapere che un atto ripetutamente rinnovato forma l’abitudine, e siccome un atto che non cessa mai è solo dell’Ente Supremo, quindi se la creatura si sente in possesso di un atto che ripete sempre, significa che Dio in quell’atto ha racchiuso la sua vita, il suo modo; un atto continuo è vita ed atto divino, e solo chi vive nella mia Volontà Divina può sentire in sé la potenza, la virtù, la forza miracolosa di un atto che non cessa mai, perché essendo stata cresciuta da noi, non è facile scostarsi dai nostri modi e di non sentire in sé la vita e gli atti continui di colui che l’ha cresciuta.
Perciò il tuo correre, il sentire sempre l’estremo bisogno di trovare la nostra e la tua vita nel Fiat, nei suoi atti, è noi che corriamo in te per starci nei nostri atti incessanti; e mentre noi corriamo, tu corri insieme, affinché gli atti nostri che stanno in te fanno vita comune cogli atti nostri che stanno fuori di te.
E come tu senti l’estremo bisogno, così sentiamo noi l’estremo bisogno d’amore di far girare la tua piccolezza in tutti gli atti del nostro Fiat, perché non essendo tu capace di racchiuderli tutti in te, col tuo girare in essi prendi parte per quanti più puoi.
Perciò corri, corri sempre; anzi dico corriamo sempre, perché non c’è grazia più grande che posso dare alla creatura, che farle sentire in sé la virtù di un atto continuo”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 30; Febbraio 6, 1932)

“Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” (Mt 18,10)

Continuavo nei miei soliti timori, ed il mio sempre amabile Gesù, facendosi vedere tutto bontà, mi ha detto:
“Figlia mia, non perdere il tempo, perché ogniqualvolta ti occupi di te è un atto che perdi nella mia Volontà, e se sapessi che significa perdere nella mia Volontà un solo atto!
Tu perdi un atto divino, quell’atto che abbraccia tutto e tutti e che contiene tutti i beni che ci sono in cielo e in terra, molto più che la mia Volontà è un atto continuato che non si ferma mai nel suo corso né può aspettare te quando coi tuoi timori ti fermi, conviene a te seguirla nel suo corso continuato, anziché essa aspettare te quando tu ti metti in via per seguirla; e non solo perdi tu il tempo, ma dovendo io rappacificarti, rialzarti dai tuoi timori per metterti in via nella mia Volontà, costringi me ad occuparmi di cose che non riguardano il Supremo Volere, e lo stesso angelo tuo che ti è vicino ne resta digiuno, perché ogni atto che fai in essa e come segui il suo corso è una beatitudine accidentale di più che lui gode stando a te vicino, è un paradiso raddoppiato di gioie che tu gli offri, in modo che si sente felice della sua sorte d’averti in sua custodia.
E siccome le gioie del cielo sono comuni, il tuo angelo offre la beatitudine accidentale che ha ricevuto da te, il suo paradiso raddoppiato a tutta la corte celeste come frutto del Voler Divino della sua protetta.
Tutti fanno festa e magnificano e lodano la potenza, la santità, l’immensità della mia Volontà. Perciò sii attenta, nel mio Volere non si può perdere il tempo, c’è molto da fare, conviene che tu segua l’atto di un Dio non mai interrotto”… (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 19; Febbraio 28, 1926)

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… “Figlia mia, coraggio, non ti abbattere, tutto il Cielo è fisso sopra di te e sentono dalla forza irresistibile del mio Fiat tale immedesimazione con te, che non possono fare a meno di guardarti, amarti e concorrere a tutti gli atti tuoi.
Tu devi sapere che gli angeli, i santi, la Sovrana Regina sono tutto un pezzo, non altro sono, l’essere di loro, che un atto solo di Divina Volontà; quindi non si vede altro in ciascuno di essi che Volontà Divina, il pensiero, lo sguardo, la parola, l’opera, il passo, sicché non si vede altro che Fiat! Fiat!, e questo costituisce tutta la pienezza della felicità di tutti i santi.
Ora chi fa e vive nella mia Volontà in terra, è simile agli abitatori del Cielo, cioè tutto un pezzo, e forma un solo pezzo con loro, in modo che se l’anima viatrice pensa, i santi pensano insieme, se ama, se opera, amano ed operano insieme; passano tali legami tra lei ed il Cielo, da formare un solo atto, tutti insieme, di mia Volontà, tanto che tutti gli abitatori celesti stanno alla vedetta per vedere ciò che fa la creatura in terra, per fare che nulla le sfuggisse.
La mia Divina Volontà dove regna tiene il suo Cielo e tiene virtù di rapire il Cielo in terra e la terra in Cielo, e di formarne una sola cosa; perciò coraggio, non ti avvilire, pensa che hai che ci fare con un Voler Divino, e ciò dovrebbe renderti contenta”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 25; Febbraio 3, 1929)