Mercoledì della VII settimana del Tempo Ordinario (Mc 9,38-40)

38Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». 39Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: 40chi non è contro di noi è per noi.

“Volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva” (Mc 9, 38)

… Pensavo tra me alla grande quistione degli scritti sulla Divina Volontà che si trovavano in Messina, portati dalla benedetta memoria del venerabile Padre Di Francia: come io ed altri miei superiori li vogliamo assolutamente qua, ed i superiori di Messina, raccomandati rigorosamente dal venerabile padre prima di morire, se li vogliono tenere là per la pubblicazione quando a Dio piacerà.
Quindi non si fa altro che lettere di fuoco [d]a parte a parte, quelli per ritenerli e noi per riaverli, ed io mi sentivo tutta impensierita, annoiata e stanca, e dicevo tra me: “Come il buon Gesù ha potuto permettere tutto questo? Chi sa che non si dispiace anche lui?”
Ed egli movendosi nel mio interno mi ha detto: “Figlia mia, tu ne sei impensierita, ma io affatto, né sono dispiaciuto, anzi ne godo nel vedere l’interesse che prendono i sacerdoti, di questi scritti che formeranno il Regno della mia Volontà; ciò significa che apprezzano il gran bene di essi, ed ognuno vorrebbe tenere con sé un sì grande tesoro per essere i primi per comunicarlo agli altri.
E mentre dura la quistione di chi deve vincere, l’uno avvicina l’altro per consigliarsi sul da farsi, ed io godo che altri miei ministri conoscono che c’è questo tesoro sì grande di far conoscere il Regno del mio Voler Divino, ed io me ne servo di ciò per formare i primi sacerdoti del mio Regno venturo del mio Fiat.
Figlia mia, è una grande necessità formare i primi sacerdoti, essi mi serviranno come mi servirono gli apostoli per formare la mia Chiesa; e chi si occuperà di questi scritti per pubblicarli, mettendoli fuori per stamparli per farli conoscere, saranno i nuovi evangelisti del Regno della mia suprema Volontà.
E siccome i più che si fa nome nel mio Vangelo sono i quattro evangelisti che lo scrissero, con sommo loro onore e mia gloria, così sarà di quelli che si occuperanno a scrivere le conoscenze sulla mia Volontà per pubblicarle: come nuovi evangelisti, di loro si farà più nome nel Regno della mia Volontà, con sommo onor loro e della mia grande gloria di vedermi ritornare nel mio grembo l’ordine della creatura, la vita del cielo sulla terra, unico scopo della creazione.
Perciò in queste circostanze io allargo il giro e come pescatore pesco quelli che mi devono servire per un regno sì santo. Quindi lasciami fare e non ti dar pensiero”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 23; Gennaio 18, 1928)

“Nel mio nome”(Mc 9,39)

… “[Gli] si impose il nome di Gesù, nome potente che doveva far tremare cielo e terra e lo stesso inferno, nome che doveva essere il balsamo, la difesa, l’aiuto ad ogni cuore.” … (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà: 23° Giorno)

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… “Ora, figlia carissima, in tanto dolore sorge la più bella gioia, tanto da arrestare le nostre lacrime; come fu circonciso, gli imponemmo il nome santissimo di Gesù, voluto dall’angelo. Nel pronunciare questo nome santissimo, fu tale la gioia, il contento, da raddolcire il nostro dolore.
Molto più che in questo nome, chi lo volesse, avrebbe trovate il balsamo ai suoi dolori, la difesa nei pericoli, la vittoria nelle tentazioni, la mano per non cader in peccato, la medicina a tutti i suoi mali.
Questo nome santissimo di Gesù [fa] tremare l’inferno, lo riveriscono gli angeli, suona dolce all’orecchio del Padre Celeste. Innanzi a questo nome tutti si inchinano ed adorano. Nome potente, nome santo, nome grande, e chi lo invoca con fede sentirà le meraviglie, il segreto miracoloso del[la] virtù di questo nome santissimo.
Ora, figlia mia, ti raccomando: pronunzialo sempre questo nome: ‘Gesù’.
Quando vedi che la tua volontà umana debole, vacillante, tentenna nel fare la Divina, il nome ‘Gesù’ te la farà risorgere nel Fiat Divino; se sei oppressa chiama Gesù, se lavori chiama Gesù, se dormi chiama Gesù, e se ti svegli, la prima parola sia Gesù; chiamalo sempre; è un nome che contiene mari di grazia, ma che dà a chi lo chiama ed ama.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà: Appendice 2)

“Chi non è contro di noi è per noi” (Mc 9, 40)

La mia povera mente pare che non sa fare altro che pensare alla Divina Volontà, una forza potente mi sento sopra di me, che non mi dà tempo a pensare ed a volere altro, che solo quel Fiat ch’è tutto per me.
Onde pensavo tra me: “Oh, come vorrei fare e vivere di Volontà Divina come si fa e si vive in Cielo!”
Ed il mio dolce Gesù sorprendendomi colla sua breve visitina mi ha detto: “Figlia mia benedetta, nella mia patria celeste regna l’atto unico ed universale: una è la volontà di tutti, ciò che vuole l’uno vuole l’altro, nessuno cambia azione né volontà; sente ciascun beato il mio Volere come vita propria, e coll’avere tutti una sola volontà forma la sostanza della felicità di tutto il Cielo, molto più che la mia Divina Volontà non sa fare né può fare atti spezzati, ma continui ed universali, e siccome nel Cielo essa regna col suo pieno trionfo e colla totalità del suo dominio, tutti sentono come in natura la sua vita universale e sono pieni fino all’orlo di tutti i beni che essa possiede.
Al più ci può essere [differenza] a secondo la capacità di ciascuno e del bene che hanno fatto in vita, ma nessuno potrà cambiare né volontà né azione né amore: la potenza della mia Divina Volontà tiene tutti i beati assorbiti, immedesimati, fusi in sé stessa, come se fossero uno solo.
Ma credi tu che si stende solo nel Cielo l’atto universale di essa e la sua vita palpitante e comunicativa ad ogni creatura? No, no; ciò che fa in Cielo fa in terra, non cambia né azione né modo, il suo atto universale si stende a ciascun viatore.
E chi vive in essa sente la sua vita divina, la sua santità, il suo palpito increato, che mentre si costituisce vita della creatura, col suo moto incessante si riversa sempre in essa senza mai cessare, e la felice creatura che la fa regnare se la sente dappertutto, dentro e fuori: il suo atto universale la tiene circondata da tutti i lati, in modo che non può andare fuori della mia Volontà, ed il suo continuo dare la tiene occupata sempre a ricevere, sicché anche a volerlo non tiene tempo di fare e di pensare ad altro.
Quindi la creatura può dire e può essere convinta che come si vive in Cielo, così essa vive in terra; solo c’è differenza di luogo, ma uno è l’amore, una è la volontà, una l’azione. Ma sai chi non sente la vita del Cielo nell’anima sua, e non sente l’atto universale, la forza unica della mia Volontà? Chi non si fa dominare da essa.
Non dandole libertà di farla regnare, questa [anima] sì che cambia azione, amore, volontà, ogni momento; ma non è la mia Volontà che cambia, essa non può cambiare, ma è la creatura che cambia, perché vivendo di volontà umana non tiene virtù né capacità di ricevere l’atto universale ed unico della mia Volontà, e poveretta si sente mutabile, senza fermezza nel bene, sembra una canna vuota che non tiene forza di resistere ad ogni piccolo soffio di vento; le circostanze, gli incontri, le creature, le servono di vento per metterla in giro, ora a fare un’azione ora un’altra, ora ad amare una cosa ora un’altra, e perciò si vede ora triste ora allegra, ora tutta fervore ed ora tutta freddezze, ora inclinata alle virtù ora alle passioni; insomma, come cessa la circostanza così cessa l’atto in loro.
Oh, volontà umana, come sei debole, mutabile, povera senza della mia Volontà, perché ti manca la vita del bene che dovrebbe animare la tua volontà, perciò la vita del Cielo è lontana da te! Figlia mia, non vi è disgrazia maggiore né male che merita d’essere più pianto, che il fare il proprio volere”… (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 32; Novembre 10, 1933)