Lunedì fra l’Ottava di Pasqua (Mt 28, 8-15)
8Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. 9Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono.
10Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno». 11Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto.
12Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, 13dicendo: «Dite così: «I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo».
14E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». 15Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.
“Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!»” (Mt 28,8-9)
… “Figlia mia, quando l’anima vive nella mia Divina Volontà lascia le sue spoglie, si svuota di tutto, in modo che resta il puro nulla ed il mio Volere lo investe, lo riempie del Tutto, lo domina e vi forma dei prodigi di santità, di grazia, di bellezza, degni della sua potenza creatrice.
Ma quello che è più, in questo vuoto del nulla genera il suo amore e vi forma la sua vita divina, e si rende dominatrice del nulla e della sua stessa vita divina formata in esso; ed oh, il suo amore per questo nulla giunge a tanto, che lo rende nel contempo dominante insieme col Fiat Supremo!
E siccome il suo dominio le viene dal Tutto che possiede, sente la sua stessa virtù dominatrice e domina la stessa Divina Volontà. Sicché sono ambedue dominanti, ma con sommo accordo, possedendo un solo amore ed una sola Volontà.
L’umano volere sente la sua vita nella mia e non fa nulla se non sente l’atto mio operante che vuole operare, per farlo insieme, e la mia [Volontà] sente la mia vita nella sua e col suo dominio si impone sul nulla per farlo operare nel Tutto. Sicché come la creatura si decide con una ferma volontà di vivere nella mia, il mio Volere dà il principio di formare la sua vita in essa.
Non c’è volontà che non possiede la sua vita, per mezzo della quale svolge la sua bontà, la sua potenza, la sua santità, la pienezza del suo amore; la vita è la manifestazione della Volontà che possiede, è la veste che la copre, è il suono della sua voce, è la narratrice delle sue meraviglie, della sua infinità, della sua potenza, quindi la mia Divina Volontà non si contenta di far vivere la creatura in essa , il nulla nel Tutto, no, no; allora si contenta, quando chiude il Tutto nel nulla e vi forma la sua vita operante e dominatrice e dà nel nulla quello che vuole.
Ecco, perciò quando ti parlo della mia Volontà è il tuo Gesù che ti parla, perché io sono la sua vita, la sua rappresentante, la narratrice del mio Fiat che nascondo in me.
Onde il prodigio più grande è formare la mia vita divina nel nulla della creatura, che solo il mio Volere tiene questa virtù, perché possedendo la forza creatrice può creare se stesso, la sua vita, in chi la vuole ricevere.
Ora possedendo la mia vita, l’anima prende parte alla mia santità, al mio amore; ed oh, com’è bello sentire che il nulla dice insieme col Tutto: ‘Amore, gloria’, e colla forza dominatrice che sente si diffonde negli atti divini e domina insieme colla mia Volontà!
Per noi non c’è contento maggiore [che] sentire il nulla operante e dominante nel nostro Essere Divino. Perciò sii attenta di vivere sempre nella mia Volontà”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 33; Aprile 12, 1935)
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… “Figlia mia, nella mia resurrezione veniva costituito il diritto di risorgere in me a novella vita tutte le creature; era la conferma, il suggello di tutta la mia vita, delle mie opere, delle mie parole, e che se venni in terra fu per darmi a tutti ed a ciascuno come vita che a loro apparteneva.
La mia resurrezione era il trionfo di tutti e la nuova conquista che tutti facevano di colui ch’era morto per tutti, per dar loro vita e farli risorgere nella mia stessa resurrezione.
Ma vuoi sapere dove consiste la vera resurrezione della creatura, ma non nella fine dei giorni, ma mentre vive ancora sulla terra? [In] chi vive nella mia Volontà.
Essa risorge alla luce e può dire: ‘La mia notte è finita’; risorge nell’amore del suo Creatore, in modo che non esiste per lei più il freddo, le nevi, ma sente il sorriso della primavera celeste; risorge alla santità, la quale mette a precipitosa fuga le debolezze, le miserie, le passioni; risorge a tutto ciò ch’è Cielo, e se guarda la terra, il cielo, il sole, la guarda per trovare le opere del suo Creatore, per avere occasione di narrargli la sua gloria e la sua lunga storia d’amore.
Perciò chi vive nel mio Volere può dire come disse l’angelo alle pie donne quando andarono al sepolcro: ‘È risorto, non è più qui’; chi vive nel mio Volere può dire lo stesso: ‘La mia volontà non è più con me, è risorta nel Fiat’.
E se le circostanze della vita, le occasioni, le pene, circondano la creatura come cercando la sua volontà, può rispondere: ‘La mia volontà è risorta, non l’ho più in mio potere, tengo in ricambio la Divina Volontà, e colla sua luce voglio investire tutto ciò che mi circonda: circostanze, pene, per formarne tante conquiste divine’.
Chi vive nel nostro Volere trova la vita negli atti del suo Gesù, e corre sempre in essa la nostra Volontà operante, conquistante e trionfante, e ci dà tale gloria che il cielo non può contenere.
Quindi vivi sempre nel nostro Volere, non uscirne giammai, se vuoi essere il nostro trionfo e la nostra gloria”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 36; Aprile 20, 1938)
“Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono” (Mt 28, 9)
Continuando il mio solito stato, per pochi istanti ho visto il benedetto Gesù con la croce sulle spalle, nell’atto d’incontrarsi con la sua Santissima Madre, ed io gli ho detto: “Signore, che cosa fece la vostra Madre in questo incontro dolorosissimo?” E lui:
“Figlia mia, non fece altro che un atto d’adorazione profondissimo e semplicissimo, e siccome l’atto quanto più [è] semplice altrettanto [è] facile ad unirsi con Dio, Spirito semplicissimo, perciò in questo atto s’infuse in me e continuò ciò che operavo io stesso nel mio interno; e questo mi fu sommamente gradito, [più] che se mi avesse fatto qualunque altra cosa più grande, perché il vero spirito d’adorazione in questo consiste: che la creatura sperde sé stessa e si trova nell’ambiente divino e adora tutto ciò che opera Dio e con lui si unisce.
Credi tu che sia vera adorazione quella che la bocca adora e la mente sta ad altro? Ossia la mente adora e la volontà sta lontana da me? Oppure che una potenza mi adora e le altre stanno tutte disordinate?
No, io voglio tutto per me, e tutto ciò che le ho dato in me, e questo è l’atto più grande di culto, d’adorazione che la creatura può farmi”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 6; Dicembre 17, 1903)
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Continuando il mio solito stato, la mia piccola mente si perdeva nel Santo Volere di Dio e, non so come, comprendevo come la creatura non ridà a Dio la gloria che è obbligata a dare, e mi sentivo amareggiata. Ed il mio dolce Gesù, volendomi istruire e consolare, con luce intellettuale mi ha detto:
“Figlia mia, tutte le opere mie sono complete, sicché la gloria che mi deve dare la creatura sarà completa e non verrà l’ultimo giorno se tutta la creazione non mi dà l’onore e la gloria da me stesso voluta e decisa; e ciò che non mi danno gli uni, prendo dagli altri, raddoppio le grazie in questi, che altri mi respinsero, e da questi ricevo doppio amore e gloria.
In altri a seconda le loro disposizioni giungo a dare grazie che darei a dieci, ad altri a cento, ad altri a mille, ed alle volte do grazie che darei a città, a province ed anche a regni interi, e questi mi amano e mi danno gloria per dieci, per cento, per mille, ecc.
Così la mia gloria viene completata da parte della creazione; e quando veggo che la creatura non può giungere, ad onta della sua buona volontà, la tiro nel mio Volere dove trova virtù di moltiplicare un atto solo per quanti ne vuole, e mi dà gloria, onore, amore che altri non mi danno.
Perciò sto preparando l’era del vivere nel mio Volere, ché ciò che [le creature] non hanno fatto nelle generazioni passate e che non faranno, in quest’era della mia Volontà [le anime che vivono nel mio Volere] completeranno l’amore, la gloria, l’onore di tutta la creazione, dando [io] loro grazie sorprendenti ed inaudite.
Ecco perciò chiamo te nel mio Volere e ti susurro all’orecchio: ‘Gesù depongo ai tuoi piedi l’adorazione, la sudditanza di tutta l’umana famiglia; depongo nel tuo cuore il ti amo di tutti; sulle tue labbra v’imprimo il mio bacio per suggellare il bacio di tutte le generazioni; con le mie braccia ti stringo per stringerti con le braccia di tutti, per portarti la gloria di tutti, le opere di tutte le creature’.
Ed io sento in te l’adorazione, il ti amo, il bacio, ecc., di tutta l’umana famiglia; e come non dovrei dare a te l’amore, i baci, le grazie che dovrei dare agli altri? Ora sappi, figlia mia, che la creatura ciò che fa in terra è il capitale che si fa per il cielo; sicché se poco ha fatto, poco avrà; se molto, avrà molto.
Se una mi ha amato e glorificato per dieci, avrà dieci contenti di più corrispondenti ad altrettanta gloria e sarà amata da me dieci volte di più; se un’altra per cento e per mille, avrà contenti, amore e gloria per cento e per mille.
Così io darò alla creazione ciò che ho deciso di dare e la creazione mi darà ciò che io devo ricevere da loro, e la mia gloria sarà completata in tutto.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 12; Maggio 22, 1919)
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Stavo pregando e col mio pensiero mi fondevo nel Volere eterno, e portandomi innanzi alla Maestà Suprema dicevo: “Eterna Maestà, vengo ai tuoi piedi a nome di tutta l’umana famiglia, dal primo fino all’ultimo uomo delle future, presenti e passate generazioni, ad adorarti profondamente; ai tuoi piedi santissimi voglio suggellare le adorazioni di tutti.
Vengo a riconoscerti a nome di tutti Creatore e Dominatore assoluto di tutto; vengo ad amarti per tutti e per ciascuno; vengo a ricambiarti in amore per tutti, per ciascuna cosa creata [in] cui tanto amore vi hai messo dentro, che mai la creatura troverà amore sufficiente per ricambiarti in amore.
Ma io nel tuo Volere trovo questo amore, e volendo che il mio amore come gli altri atti siano completi, pieni e per tutti, perciò sono venuta nel tuo Volere dove tutto è immenso ed eterno e trovo amore per poterti amare per tutti. Quindi ti amo per ogni stella che hai creato, ti amo per quante gocce di luce ed intensità di calore che hai messo nel sole.”… (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 12; Gennaio 9, 1920)
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Avendo fatto la santa comunione stavo chiamando tutti: la mia Regina Mamma, i santi, il primo uomo Adamo col seguito di tutte le generazioni fino all’ultimo uomo che verrà sulla terra, e poi tutte le cose create, affinché tutt’insieme con me prostrati intorno a Gesù lo adorassimo, lo benedicessimo, lo amassimo, onde a Gesù nulla gli mancasse intorno a lui di tutte le opere uscite dalle sue mani, né un cuore che palpita né un sole che splende né la vastità del cielo azzurro tempestato di stelle né il mare che mormora, neppure il piccolo fiorellino che eleva il suo profumo.
Tutto e tutti vorrei accentrare intorno a Gesù ostia, affinché gli rendessero gli onori dovuti. Il suo Volere mi faceva tutto presente come se tutto fosse mio ed io volevo dare tutto a Gesù.
Ora mentre ciò facevo, mi pareva che Gesù fosse felice nel guardare tutte le generazioni e le cose sue intorno a lui e, stringendomi a sé, mi ha detto: “Figlia mia, come son contento nel vedermi intorno tutte le opere mie! Mi sento ridonare la gioia, la felicità che le diedi nel crearle, ed io ricambio loro di nuova felicità.
È questo il gran bene che contiene e porta la mia Volontà, ed a chi vive in essa accentra i beni di tutti in essa, perché la mia Volontà non c’è bene che non porta, e vincola l’anima a tutti ed a tutto ciò che ad essa appartiene.
Sicché se la creatura non si fosse sottratta dal mio Volere, io dovea trovare tutti in una [creatura] e ciascuna in tutti; i beni, la luce, la forza, la scienza, l’amore, la bellezza doveano essere comuni, non ci dovea essere né tuo né mio, né nell’ordine naturale né nell’ordine spirituale.
Ciascuna potea prendere quanto ne voleva.”… (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 19; Marzo 28, 1926)
“Allora Gesù disse loro: «Non temete»” (Mt 28, 10)
… “Figlia mia, perché temi? Questo timore è la tua volontà umana che vorrebbe uscire in campo per fare un po’ di cammino. La mia Volontà esclude ogni timore, perché non ha di che temere, anzi è sicura di sé ed irremovibile.
Anzi devi sapere che come l’anima si decide a farsi possedere dalla mia Volontà e vive in essa, come la mia Volontà è vincolata con tutte le cose create, non c’è cosa su cui essa non tenga il suo dominio, così l’anima resta vincolata con tutte le cose create; e come fa i suoi atti, così resta con caratteri incancellabili scritta su tutte le cose create la sua figliolanza con la mia Volontà, la sua dimora, il suo possesso.
Sicché guarda un poco in tutto l’universo, nel cielo, nelle stelle, nel sole, in tutto, il tuo nome scritto con caratteri incancellabili, la tua figliolanza con la mia Volontà; quindi come può essere mai possibile che questa Madre Eterna e Divina lasci la sua cara figlia, nata da lei e cresciuta con tanto amore? Perciò togli ogni timore se non vuoi amareggiarmi.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 17; Luglio 29, 1924)


