44Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; 45chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 46Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
47Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. 48Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno.
49Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. 50E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

“Chi vede me, vede colui che mi ha mandato” (Gv 12, 45)

Continuando il mio povero stato, quando appena ho visto il benedetto Gesù e pareva che si trasformava tutto in me, in modo che se io respiravo, io sentivo il suo respiro nel mio, se io muovevo un braccio, sentivo muovere il suo nel mio, e così di tutto il resto. Mentre ciò facevo mi ha detto:
“Figlia diletta mia, vedi in che stretta unione sto io con te? Così voglio te, tutta unita e stretta con me; e questo non ti credere che lo devi fare quando soffri o preghi solo, ma sempre, sempre: se ti muovi, se respiri, se lavori, se mangi, se dormi, tutto, tutto come se lo facessi nella mia Umanità ed uscisse da me il tuo operato, in modo che non dovresti essere tu altro che la scorza, e rotta la scorza della tua opera si dovrebbe trovare il frutto dell’opera divina; e questo devi farlo a bene di tutta quanta è l’umanità, in modo che la mia Umanità si deve trovare come vivente in mezzo alle genti.
Perché facendo tu tutto, anche le azioni più indifferenti, con questa intenzione di ricevere da me la vita, la tua azione acquista il merito della mia Umanità; perché essendo io Uomo e Dio, nel mio respiro contenevo i respiri di tutti, i movimenti, le azioni, i pensieri, tutto contenevo in me, quindi li santificavo, li divinizzavo, li riparavo; onde facendo tutto in atto di ricevere da me il tuo operato, anche tu verrai ad abbracciare ed a contenere tutte le creature in te, ed il tuo operare si diffonderà a bene di tutti; sicché ancorché gli altri non mi daranno niente, io prenderò tutto da te”.
Pare che sto dicendo tanti spropositi. Sono cose intime e non so dirle bene, vorrei scriverle come le tengo nella mente, ma non posso. Mi pare che una goccia di luce prendo e cento me ne sfuggono; avrei fatto meglio tacendo, ma del resto sia tutto a gloria di Dio. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 7; Novembre 28, 1906)

“Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre” (Gv 12,46)

Trovandomi con timori, dubbi, agitazioni, che tutto fosse opera del demonio, venendo il mio adorabile Gesù mi ha detto: “Figlia mia, io sono sole che riempio di luce il mondo, ed andando all’anima si riproduce in detta anima un altro sole, in modo che [questi soli] a via di raggi di luce si saettano a vicenda continuamente.
Ora in mezzo a questi due soli si riproducono delle nubi, quali sono le mortificazioni, le umiliazioni, contrarietà, sofferenze ed altro; se questi sono veramente soli hanno tanta forza, col loro saettarsi continuamente, di trionfare su queste nubi e di convertirle in luce; se poi sono soli apparenti e falsi, queste nubi che si riproducono in mezzo hanno forza di convertire questi soli in tenebre.
Questo è il segno più certo per conoscere se sono io o il demonio, e dopo che una persona ha ricevuto questo segno, può mettere la vita per confessare la verità ch’è luce e non tenebre.”
Sono andata ruminando nella mia mente se si trovano in me questi segni, e mi veggo tanto difettosa che non ho parola per manifestare la mia cattiveria. Ma però non mi sconfido, anzi spero che la misericordia del Signore voglia avere compassione di questa povera creatura. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 4; Novembre 30, 1902)

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… “Il sole sta a benefizio di tutti, ma non tutti godono i suoi benefici effetti. Così il sole divino a tutti dà la sua luce, ma chi gode i suoi benefici effetti? Chi tiene aperti gli occhi alla luce della verità.
Tutti gli altri, ad onta che sta il sole esposto, ne restano allo scuro; ma propriamente gode, riceve tutta la pienezza di questo sole, chi sta tutto intento a piacermi”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 5; Giugno 16, 1903)

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… “Figlia mia, la creatura è per natura sua che non può ricevere un bene grande, una luce che non ha confine, tutta insieme; ma lo deve prendere a sorsi a sorsi, aspettando che mandi giù il primo sorso per prendere l’altro.
E se volesse prendere tutto insieme, poveretta, si affogherebbe e sarebbe costretta a mettere fuori ciò che non può contenere, aspettando che prima digerisca quel poco che ha preso, scorra come sangue nelle sue vene, si dilati quell’umore vitale in tutta la sua persona, e poi si dispone a prendere l’altro sorso.
Non è stato questo l’ordine che ho tenuto con te manifestandoti a poco a poco, incominciando dalle prime lezioni, poi le seconde, le terze e via via ciò che riguardava il mio eterno Fiat?
E quando tu masticavi la prima e la mandavi giù, scorrendo come sangue nell’anima tua, io ti preparavo la seconda lezione, e la mia Volontà formava i primi atti di vita in te; ed io festeggiavo la gloria di essa e realizzavo lo scopo della creazione, e stavo con ansia aspettando di poterti fare altre lezioni più sublimi, da riempirti tanto che tu stessa non sapevi da dove prendere per poterle ridire.
Così farò per formare il Regno del mio Volere Divino, incomincerò dalle prime lezioni che ho date a te, e perciò voglio che si incominci a conoscere affinché facciano la via, preparino e dispongano le anime, per fare che man mano sospirino di ascoltare altre lezioni, in vista del gran bene che hanno ricevuto dalle prime.
Perciò ho preparato lezioni sì lunghe sulla mia Volontà, perché essa racchiude lo scopo primario perché fu creato l’uomo e tutte le cose, e la vita dello stesso uomo che deve svolgere in essa; sicché senza di essa è come se l’uomo non avesse la vera vita, ma una vita quasi a lui estranea, perciò [è] pieno di pericoli, d’infelicità e di miserie.
Povero uomo senza la vita del mio Volere, sarebbe stato per lui meglio che non fosse nato; ma per sua somma sventura neppure la conosce la sua vera vita, perché finora non vi è stato chi ha spezzato il vero pane delle sue conoscenze, per formare il sangue puro e poter far crescere la sua vera vita nella creatura.
Gli hanno spezzato un pane magagnato, medicinato, che se non l’hanno fatto morire, non è cresciuto sano, vegeto e forte d’una fortezza divina, come fa crescere il pane della mia Volontà.
Essa è vita e tiene la virtù di dare la sua vita, è luce e sbandisce le tenebre, è immensa e prende l’uomo da tutti i lati per dargli fortezza, felicità, santità, in modo che tutto è al sicuro intorno a lui.
Ah, tu non sai che tesori di grazia nascondono queste conoscenze e qual bene ne porteranno alla creatura! E perciò non hai interesse che incominciano a far la via per dar principio a formare il Regno della mia Volontà”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 24; Aprile 6, 1928)

“Non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo” (Gv 12,47)

… Un altro giorno stavo pensando tra me: “Il mio amato Gesù me ne ha dette tante, ed io sono stata attenta a fare ciò che mi ha insegnato? Oh, come scarseggio nel contentarlo, come mi sento inabilitata a tutto! Sicché i tanti suoi insegnamenti saranno a mia condanna.”
Ed il mio dolce Gesù muovendosi nel mio interno mi ha detto: “Figlia mia, perché ti affliggi? Gli insegnamenti del tuo Gesù mai serviranno a condannarti.
Ancorché facessi una sol volta ciò che ti ho insegnato, nel cielo dell’anima tua è sempre una stella che ci metti, perché come io ho disteso un cielo sulla natura umana ed il mio Fiat [lo] tempestò di stelle, così ho disteso un cielo nel fondo dell’anima, ed il Fiat del bene che fa – perché ogni bene è frutto del mio Volere – viene ed abbellisce di stelle questo cielo. Sicché se fa dieci beni, vi mette dieci stelle; se mille beni, mille stelle.
Onde pensa piuttosto a ripetere quanto più puoi i miei insegnamenti, per tempestare di stelle il cielo dell’anima tua, affinché il cielo della tua anima non sia inferiore al cielo che splende sul vostro orizzonte, ed ogni stella vi porterà l’impronta dell’insegnamento del tuo Gesù. Quanto onore mi farai!.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 12; Giugno 4, 1919)