COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (S.MESSA I – Gv 6,37-40)
37Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, 38perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
39E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. 40Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
“Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato” (Gv 6, 38)
Stavo abbandonandomi tutta in Gesù, e lui mi ha detto: “Figlia mia, sperditi in me, la tua preghiera sperdila nella mia in modo che la tua e la mia sia una sola preghiera e non si conosca qual sia la tua e qual la mia.
Le tue pene, le tue opere, il tuo volere, il tuo amore, sperdili tutti con le mie pene, con le mie opere, ecc., in modo che si mescolino le une con le altre da formarsi una sol cosa, tanto che tu potrai dire: ‘Ciò che è di Gesù è mio’; ed io: ‘Ciò che è tuo è mio’. Supponi un bicchiere d’acqua che versi in un recipiente grande d’acqua.
Sapresti tu discernere, dopo, l’acqua del bicchiere dall’acqua del recipiente? Certo che no! Perciò per tuo guadagno grandissimo e con sommo mio contento, ripetimi spesso ed in ciò che fai: ‘Gesù lo verso in te per poter fare non la mia volontà ma la tua’, ed io subito verserò il mio agire in te.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 12; Gennaio 31, 1918)
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… “Figlia mia, quanto più le anime passate all’altra riva sono state sottoposte alla mia Volontà, quanti più atti hanno fatto in essa, tante più vie si son formate per ricevere i suffragi dalla terra.
Sicché, quanto più hanno fatto la mia Volontà, formandosi le vie di comunicazione dei beni che ci sono nella Chiesa e che mi appartengono, non c’è via da loro fatta che non porti loro, chi un sollievo, chi una prece, chi una diminuzione di pene.
I suffragi camminano in queste vie regie del mio Volere, per portare a ciascuna [anima] il merito, il frutto ed il capitale che s’è formato nella mia Volontà, perciò senza di essa non ci sono vie e mezzi per ricevere i suffragi.
Sebbene i suffragi e tutto ciò che fa la Chiesa scendono sempre nel purgatorio, ma vanno a coloro che si son formate le vie, per gli altri che non hanno fatto la mia Volontà, le vie son chiuse oppure non esistono affatto.
E se si son salvati è perché in punto di morte almeno, hanno riconosciuto il supremo dominio del mio Volere, l’hanno adorato e si son sottoposti ad esso, e quest’atto ultimo li ha messi in salvo, altrimenti non potevano neppure salvarsi.
Per chi ha fatto sempre la mia Volontà, non esistono vie per il purgatorio, la sua via è diritta per il cielo. E chi, non in tutto e per sempre, ma in gran parte, ha riconosciuto il mio Volere e [vi] si è sottoposto, si è formato tante vie e riceve tanto, che subito il purgatorio lo spedisce al cielo.
Ora come le anime purganti per ricevere i suffragi dovevano formarsi le vie, così i viventi per mandare i suffragi devono fare la mia Volontà per formarsi le vie, per fare salire i suffragi nel purgatorio.
Se fanno i suffragi e dalla mia Volontà son lontani, i loro suffragi, mancando la comunicazione di essa, che solo unisce e vincola tutti, non troveranno la via per salire, i piedi per camminare, la forza per dare il sollievo; saranno suffragi senza vita, perché manca la vera vita del mio Volere, che solo tiene virtù di dar vita a tutti i beni.
Quanto più di mia Volontà l’anima possiede, tanto più valore contengono le sue preghiere, le sue opere, le sue pene, sicché più sollievo può portare a quelle anime benedette.
Io misuro e do il valore a tutto ciò che può fare l’anima, per quanto di mia Volontà possiede; se in tutti gli atti suoi corre il mio Volere, la misura che faccio è lunghissima, anzi non finisco mai di misurare e ci metto tal valore, che non si può calcolarne il peso.
Invece se non ci si tiene tanto al mio Volere, la misura è scarsa ed il valore è di poco conto; e se non ci si tiene affatto, per quanto l’anima deve fare, io non ho che misurare, né che valore dare.
Quindi se non hanno valore, come possono portare il sollievo a quelle anime, che in purgatorio non riconoscono altro, né possono ricevere se non ciò che produce il mio Fiat eterno? Ma sai tu chi può portare tutti i sollievi, la luce che purifica, l’amore che trasforma?
Chi in tutto possiede la vita del mio Volere e [questo] domina trionfante in essa, questa [anima] neppure ha bisogno di vie, perché possedendo la mia Volontà tiene diritto a tutte le vie, può andare da tutti i punti perché possiede in sé stessa la via regia del mio Volere, per andare in quel carcere profondo, per portare loro tutti i sollievi e le liberazioni.
Molto più che, nel creare l’uomo, noi gli demmo come sua eredità speciale la nostra Volontà, e da noi viene riconosciuto tutto ciò che ha fatto nei confini della nostra eredità di cui lo dotammo.
Tutto il resto non viene riconosciuto da noi, non è roba nostra, né possiamo permettere che entri in cielo nessuna cosa che non sia stata fatta dalle creature o nella nostra Volontà o per compirla almeno.
Dato che la creazione uscì dal Fiat eterno, la nostra Volontà, gelosa, non fa entrare nessun atto nella patria celeste che non sia passato da dentro il suo stesso Fiat.
Oh! Se tutti conoscessero che significa Volontà di Dio, e che tutte le opere forse apparentemente buone, ma svuotate di essa, sono opere vuote di luce, vuote di valore, vuote di vita, ed in cielo non entrano opere senza luce, senza valore e senza vita, oh, come sarebbero attenti a fare in tutto e per sempre la mia Volontà!”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 20; Novembre 3, 1926)
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“E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato…” (Gv 6,39)
… “Figlia mia benedetta, la mia Divina Volontà è depositaria di tutto ciò ch’è stato fatto da noi e di tutto ciò che hanno fatto le creature, [non le sfugge] neppure un pensiero, una parola, le opere più grandi come le opere più piccole, i passi, i palpiti, i respiri, le pene, tutto tiene depositato in essa, nulla le sfugge.
Sicché tutto ciò che tu fai prende posto nella mia Volontà, né tu puoi nascondere nulla, perché colla sua immensità ti involge, colla sua potenza è attrice di tutto ciò che tu fai e coi suoi diritti divini è padrona di possedere, di conoscere e di conservare tutto l’operato delle umane generazioni, e di premiarli e di castigarli a secondo che meritano.
È tanta la sua bontà e potenza insieme, che come non sperde né una stella né una stilla di luce che possiede il sole né una goccia d’acqua del mare, così non sperde neppure un pensiero di creatura, ed anche a volerlo sperdere non lo può, la sua onniveggenza lo trova in atto nella sua Volontà.
Oh! Se le creature comprendessero che una Volontà Divina riceve in deposito tutto ciò che fanno e pensano, oh, come sarebbero attente che tutto fosse santo e retto, e chiamerebbero questa Volontà Suprema come vita di tutto ciò che fanno, affinché nessun sinistro giudizio potessero ricevere gli atti loro, perché starebbero in deposito nello stesso Volere Divino come atti ed effetti suoi, cui nessuno può avere ardire di giudicarli, e sarebbero premiati come atti d’un Voler Divino operante nella creatura!
Oltre di ciò, come la Divina Volontà è depositaria di tutti e di tutto, così l’umana volontà è depositaria di tutti i suoi pensieri, parole, opere e passi, eccetera, nulla perde di tutto ciò che fa, anzi formano una sol cosa con essa, e resta scritto e suggellato con caratteri incancellabili ciascun pensiero, parola, pena sofferta, tutto.
Si può dare che la memoria non tiene conto di tutto, molte cose le ha dimenticate, ma la volontà tutto nasconde e nulla perde, sicché è la depositaria e portatrice di tutti gli atti suoi. Quindi il Voler Divino [è] depositario e portatrice di tutti e di tutto, l’umano volere [è] depositario e portatore individuale di sé stesso.
Qual trionfo sarà eternamente, quale onore e gloria di chi santamente ha pensato ed operato? E qual confusione di chi ha depositato nel voler umano peccati, passioni, opere indegne, e si renderà lui stesso portatore dei suoi stessi mali?
E se i mali sono tanto gravi sarà pascolo delle fiamme infernali, e se meno gravi sarà pascolo delle fiamme purganti che a via di fuoco e di pene purificheranno quella volontà umana insozzata, ma non potrà restituirle il bene, le opere sante che non ha fatto.
Perciò sii attenta, che tutto viene numerato e scritto, non perdi, né tu né noi, nulla; anche un pensiero, una parola, avrà la sua vita perenne, e saranno come fidi amici ed inseparabili della creatura. Quindi è necessario che ti formi gli amici santi e buoni, affinché possano darti pace, felicità e gloria perenne”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 32; Marzo 19, 1933)

Sailko, CC BY 3.0
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