Mercoledì della I settimana di Quaresima (Lc 11,29-32)

29Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. 30Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
31Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. 32Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona.

“… Essa cerca un segno” (Lc 11,29)

Scrivo solo per ubbidire, altrimenti non sarei stata buona a vergare una sola parola; ed il solo timore che potrei contristare il mio dolce Gesù se non lo facessi, mi dà lena e forza. Ora continua a parlare del suo Santissimo Volere, e nel venire mi ha detto:
“Figlia mia, la santità nel mio Volere non è conosciuta ancora, ecco perciò le meraviglie che si fanno, perché quando una cosa è conosciuta le meraviglie cessano. Tutte le santità simboleggiano qualche cosa di cui è [co]sparso il creato: ci sono le santità che simboleggiano i monti, altre gli alberi, altre le piante, il piccolo fiore, le stelle, e tante altre similitudini.
Tutte queste santità hanno il loro bene limitato ed individuale, hanno il loro principio come anche la fine, non possono abbracciare tutto e far bene a tutti, come non lo può un albero ed un fiore. Ora la santità nel mio Volere simboleggerà il sole. Il sole è stato e sarà sempre, e sebbene ebbe un principio nell’illuminare il mondo, essendo lui luce che ebbe origine dalla mia luce eterna, si può dire che non ha principio.
Il sole fa bene a tutti, si estende a tutti con la sua luce, non particolareggia con nessuno; con la sua maestà e col suo dominio impera su tutto e dà vita a tutto, anche al più piccolo fiore, ma silenzioso, senza rumore e quasi inosservato.
Oh, se una pianta facesse una piccola cosa, un’ombra di ciò che fa il sole, di dare il calore ad un’altra pianta, si griderebbe al miracolo, tutti la vorrebbero vedere, ne parlerebbero con stupore. Il sole che dà vita e calore a tutto e che è il miracolo continuato, nessuno ne parla, nessuno stupore; e questo avviene ché l’uomo ha sempre l’occhio nel basso ed alle cose terrene, mai in alto ed alle cose celesti.
Ora la santità nel mio Volere, simboleggiando il sole, uscirà dal centro della mia santità, sarà un raggio partorito dalla mia santità che non ha principio. Sicché queste anime esistevano nella mia santità, esistono ed esisteranno; erano insieme con me nel bene che facevo, mai uscivano dal raggio in cui le avevo messe fuori alla luce; non partendosi mai dal mio Volere io mi trastullavo con loro e mi trastullo tuttora.
La mia unione con loro è permanente; le veggo galleggiare su tutto, i poggi umani per loro non esistono, come non si appoggia il sole a nessun punto: vive in alto come isolato, ma con la sua luce tutto racchiude in sé. Così queste [anime]: vivono in alto come sole, ma la loro luce scende nel più basso, si estende a tutti. Io mi sentirei come se le defraudassi se non le mettessi a parte e non facessi fare loro ciò che faccio io, sicché non c’è bene che da queste non scenda.
In questa santità io veggo le mie ombre, le mie immagini sorvolare su tutta la terra, nell’aria, nel cielo; e perciò è che amo ed amerò il mondo, perché aspetto che la mia santità abbia l’eco sulla terra, che i miei raggi escano fuori alla luce e mi diano gloria completa, restituendomi l’amore, l’onore che gli altri non mi hanno dato.
Ma come il sole saranno le più inosservate, senza alcuno strepito; ma se le vorranno guardare, sarà tanta la mia gelosia, che passeranno pericolo di restare accecate e saranno costrette ad abbassare lo sguardo per ricuperare la vista.
Vedi com’è bella la santità nel mio Volere? È la santità che più si avvicina al tuo Creatore, perciò terrà il primato su tutte le altre santità, racchiuderà in sé tutte le altre santità insieme e sarà vita di tutte le altre santità.
Qual grazia per te il conoscerla! Essere la prima, come raggio solare, ad uscire dal centro della mia santità senza mai distaccarsi! Grazia più grande non potrei farti, miracolo più portentoso non potrei operare in te.
Sii attenta, figlia mia, raggio mio, perché ogniqualvolta tu entri nel mio Volere ed operi, succede come il sole quando batte nei vetri: tanti soli in essi si formano; così tante volte ripeti la mia vita, la moltiplichi, dai nuova vita al mio amore.”
Dopo di ciò stavo pensando tra me: “In questa Santa Volontà non si veggono miracoli, cose portentose, di cui le creature sono tanto avide e girerebbero mezzo mondo per averne qualcuno; invece tutto passa tra l’anima e Dio, e se le creature ricevono, non conoscono da dove è venuto il bene. Veramente [le anime che vivono nella Divina Volontà] sono come il sole, che mentre dà vita e calore a tutto, nessuno lo addita.”
Ora mentre ciò pensavo, il mio Gesù ritornando ha soggiunto, ma con aspetto imponente: “Che miracoli, che miracoli! Non è forse il più gran miracolo il fare la mia Volontà? La mia Volontà è eterna ed è miracolo eternale che mai finisce; è miracolo d’ogni istante che la volontà umana abbia un connesso continuo con la Volontà Divina.
Il risorgere i morti, dar vista ai ciechi ed altro, non sono cose eterne, sono soggette a perire, perciò si possono chiamare ombre di miracoli, miracoli fuggitivi, paragonati al miracolo grande e permanente di vivere nella mia Volontà. Tu non dar retta a questi miracoli, so io quando convengono e quando ci vogliono.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 13; Novembre 12, 1921)

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… “Figlia mia, tutto il mondo è sottosopra, e tutti stanno in aspettativa di cambiamenti, di pace, di cose nuove; loro stessi si uniscono per conferire e si meravigliano che non sanno concludere nulla e venire a serie decisioni, sicché la vera pace non spunta e tutto si risolve in parole, ma nulla ai fatti, e sperano che altre conferenze possano servire per decisioni serie, ma invano aspettano.
E intanto in questo aspettare stanno tutti in timore, e chi si prepara a nuove guerre, chi spera nuove conquiste; ma con ciò i popoli immiseriscono, si spogliano vivi, e mentre aspettano, stanchi dell’era triste presente che li involge, torbida e sanguinante, aspettano e sperano un’era nuova di pace e di luce. Il mondo si trova proprio nel punto quando io dovevo venire sulla terra: tutti stavano in aspettativa d’un gran[de] avvenimento, d’un era nuova; come difatti avvenne.
Così ora, dovendo venire il grande avvenimento, l’era nuova che la Volontà di Dio si faccia in terra come in Cielo, tutti stanno in aspettazione di un’era nuova, stanchi di questa, senza sapere quale sia questa novità, questo cambiamento, come non lo sapevano quando io venni sulla terra.
Questa aspettazione è un segno certo che l’ora è vicina; ma il segno più certo è che io vado manifestando ciò che voglio fare e che rivolgendomi ad un’anima, come mi rivolsi alla mia Mamma nello scendere dal Cielo in terra, le comunico la mia Volontà ed i beni, gli effetti che essa contiene, per farne un dono a tutta l’umanità.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 15; Luglio 14, 1923)

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Stavo pensando tra me: “Il buon Gesù dice tante cose mirabili della sua Volontà, come non c’è cosa più grande, più alta, più santa dell’anima che chiama a vivere nel suo Volere; se così fosse, chi sa quante cose mirabili dovrei fare, quante strepitose anche all’esterno!
Invece nulla che affascini, che colpisca, anzi mi sento la più abietta ed insignificante, che nulla faccio di bene; mentre i santi quanti beni non hanno fatto, cose strepitose, miracoli! Eppure dice che il vivere nel suo Volere resta dietro tutti i santi.”
Ora mentre questi e altri pensieri passavano nella mia mente, il mio Gesù si è mosso nel mio interno e con la solita sua luce mi diceva:
“Figlia mia, la santità quando è individuale, a tempo e a luogo, ha più del prodigioso esterno per attirare quegli individui, luoghi e tempi, a ricevere quella grazia e bene che quella santità contiene; invece la santità del vivere nel mio Volere non è santità individuale, assegnata a far bene a quei luoghi, a quei tali e a quei tempi, ma è santità che deve far bene a tutti, in tutti i tempi ed in tutti i luoghi.
È una santità che resta eclissata nell’eterno sole del mio Volere, che invadendo tutti è luce senza parola, è fuoco senza legna, senza strepito, senza fumo, ma con ciò non cessa d’essere la più maestosa, la più bella, la più feconda, la sua luce più pura, il suo calore più intenso.
Vera immagine del sole che illumina il nostro orizzonte: illumina tutti, ma senza strepito; è luce, ma non ha parola, non dice nulla a nessuno il bene che fa, [de]i germi che feconda, la vita che dà a tutte le piante, e come col suo calore purifica l’aria infetta e distrugge ciò che può nuocere a tutta l’umanità.
Ed è tanto tacito, che ad onta che [le creature] l’hanno con loro non gli fanno attenzione, ma con ciò non cessa d’essere maestoso e bello e di seguire il bene che fa a tutti; e se venisse a mancare tutti lo piangerebbero, venendo a mancare il più gran miracolo della fecondità e conservazione di tutta la natura.
Più che sole è la santità del vivere nel mio Volere. Un’anima retta e tutta ordinata nella mia Volontà è più che un esercito in battaglia: la sua intelligenza è ordinata e vincolata con l’intelligenza eterna; i suoi palpiti, affetti, desideri sono ordinati con vincoli eterni.
Sicché i suoi pensieri, la sua volontà e tutto il suo interno sono eserciti di messaggeri che da lei partono, che riempiono Cielo e terra; sono voci parlanti, sono armi che difendono tutti e per primo il loro Dio; portano il bene a tutti; sono la vera milizia celeste e divina che la Suprema Maestà tiene tutta riordinata in sé, sempre pronta a tutti i suoi ordini.
E poi c’è l’esempio della mia Mamma, vera santità del vivere nel mio Volere, tutto eclissato il suo interno nell’eterno sole della Volontà Suprema, e che dovendo essere la Regina della santità dei santi, Madre e portatrice della mia vita a tutti e quindi di tutti i beni, restava come nascosta in tutti, portando il bene senza farsi conoscere.
Più che tacito sole portava la luce senza parola, il fuoco senza strepito, il bene senza farsi additare; non c’era bene che da lei non partiva, non c’era miracolo che da lei non scaturiva; vivendo nel mio Volere viveva nascosta in tutti, ed era origine ed è, dei beni di tutti.
Era tanto rapita in Dio, tanto fissata e ordinata nella Divina Volontà, che tutto il suo interno nuotava nel mare dell’Eterno Volere; stava a giorno di tutto l’interno di tutte le creature, e ci metteva il suo per riordinarle innanzi a Dio.
Era proprio l’interno dell’uomo che aveva più bisogno d’essere rifatto, riordinato, più che l’esterno, e dovendo fare il più sembrava che [la mia Mamma] lasciava il meno, mentre era origine del bene esterno e dell’interno; eppure apparentemente sembrava che non facesse opere grandi e strepitose.
Lei, più che sole, passava inosservata e nascosta nella nube di luce della Divina Volontà, tanto che gli stessi santi hanno dato di loro, apparentemente facendo cose più strepitose che la mia stessa Mamma.
Eppure che cosa sono i più grandi santi innanzi alla mia Celeste Mamma? Sono appena le piccole stelle paragonate al gran sole, e se restano illuminate, la causa ne è il sole.
Ma ad onta che non faceva cose strepitose, non cessava anche apparentemente d’essere maestosa e bella, sorvolando appena la terra, tutta intenta a quel Volere Eterno che con tanto amore e violenza affascinava, rapiva, per trasportarlo dal Cielo in terra e che l’umana famiglia aveva così brutalmente esiliato fin nell’empireo.
E lei, col suo interno tutto ordinato nel Divin Volere, non dava tempo al tempo: se pensava, se palpitava, se respirava e tutto ciò che faceva, erano vincoli affascinanti per attirare il Verbo Eterno sulla terra; e difatti vinse, e fece il più gran miracolo che nessun altro può fare.
Questo è il tuo compito, figlia mia: affascinarmi, vincolarmi tanto col tuo interno tutto riordinato nel Supremo Volere, da trasportarlo dal Cielo in terra, affinché sia conosciuto e abbia vita come in Cielo così in terra.
Di tutto il resto non ti dar pensiero, chi deve fare il più non è necessario che faccia il meno, anzi si dà il campo a che gli altri facciano il meno per dare a tutti il lavoro. So io quanto è necessario: il tempo, il luogo, le persone, quando devo far conoscere anche con prodigi esterni le mie opere più grandi.
Tu segui sempre il volo nel mio Volere, riempiendo Cielo e terra, da affascinarmi tanto, da non poter resistere a fare il più gran miracolo: che il mio Volere regni in mezzo alle creature.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 16; Agosto 20, 1923)

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Avendo detto al confessore ciò che sta scritto avanti, diceva che non era convinto di ciò; che se fosse vero, questa mattina si doveva vedere il mondo cambiato, o almeno in parte.
Ond’io sono restata dubbiosa e quasi con la volontà di non voler più scrivere e di non dire più nulla. Onde nel venire il mio amabile Gesù, mi sono abbandonata nelle sue braccia e ho sfogato con lui tutto il mio cuore; gli ho detto come la pensava il confessore, e che per credere vorrebbero vedere le cose portentose, i miracoli, ecc. Quindi il mio amato Gesù stringendomi a sé, come se al suo tocco volesse snebbiarmi dai dubbi che mi funestavano, mi ha detto:
“Figlia mia, coraggio, non ti abbattere; se non fosse necessario che tu scrivessi, non ti avrei obbligato al sacrifizio. Tu devi sapere che ogni effetto, bene, valore che ti fo conoscere sulla mia Volontà e ciò che la creatura può fare vivendo in essa, sono tanti gusti, esca, calamita, alimenti, armonie, profumi, luci; sicché ogni effetto che ti dico contiene ciascuno la sua proprietà distinta.
Quindi non manifestando tutti i beni che ci sono nel mio Volere e dove l’anima può giungere vivendo in esso, faresti mancare o un’esca per adescarle o un gusto per allettarle oppure una calamita per attirarle, un alimento per saziarle; sicché mancherebbe la perfetta armonia, il piacere dei profumi, la luce per stradarle, perciò non trovando tutti i beni possibili, cioè non conoscendoli, non avranno quella gran voglia d’elevarsi su tutte le altre cose per far vita nella mia Volontà.
E poi non ti dar pensiero di ciò che ti è stato detto; anche la mia Mamma conteneva per vita il mio Volere, eppure il mondo faceva il suo corso nel male, nulla si vide cambiato; nessun miracolo esterno si vide in lei, eppure ciò che non fece nel basso mondo lo fece nel Cielo col suo Creatore.
Col suo vivere continuo nel Volere Divino fece posto in sé per attirare il Verbo sulla terra, cambiò la sorte dell’umano genere, fece il più grande dei miracoli che nessun altro ha fatto e che mai potrà fare, fu miracolo unico: trasportare il Cielo in terra. Chi deve fare il più non è necessario che faccia il meno.
Eppure chi sapeva nulla di ciò che faceva la mia Mamma? Ciò che faceva con l’Eterno per ottenere il gran portento della discesa del Verbo in mezzo alle creature? Si seppe solo che fu lei la causa, da alcuni nel mio concepimento, da molti quando mi videro spirare sulla croce.
Figlia mia, quanto più grande è il bene che voglio fare all’anima, e che questo bene deve scendere a bene delle umane generazioni e che deve portarmi una gloria completa, tanto più la attiro a me e faccio maturare, stagionare questo bene tra me e l’anima; la segrego da tutti, la rendo ignorata, e quando il mio Volere vuole che avvicini qualche creatura, ci vuole tutto il mio potere per farla sottomettersi al sacrifizio.
Perciò lascia fare al tuo Gesù e quietati.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 16; Marzo 22, 1924)

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… “Figlia mia benedetta, la mia Volontà è ordine, ed il segno se regna nell’anima è l’ordine perfetto, il quale genera la pace. Sicché la pace è figlia dell’ordine, l’ordine è figlio immediato e generato dal mio Fiat.
Ma tu non sai il gran bene che produce l’ordine: esso dà il dominio alla creatura e la rende dominatrice di sé stessa, dominatrice di tutte le cose create, e siccome il suo dominio è divino perché generato dal mio Volere, domina sulla mia stessa Volontà e su tutti.
Ma non è tutto ancora; la virtù dell’ordine è ammirabile, si vincola con tutti, si dà a tutti, e colle sue onde pacifiche e dominatrici prende e fa sua la forza della creazione, quella dei santi che stanno in Cielo, la stessa forza divina se la fa sua; i suoi modi ordinati e pacifici sono così penetranti ed insinuanti che tutti la lasciano fare, molto più che essa a tutti si è data, non ha ritenuto nulla per sé; è giusto che tutti si danno ad essa.
Perciò [la creatura] sente in sé la pace, la gioia, la felicità del celeste soggiorno. Tutti si sentono uniti, vincolati con unione inseparabile, perché ciò che unisce la mia Volontà non è soggetto a separazione.
Onde il vero ordine porta l’unione, l’accordo con tutti, ed essa ha un posto in tutti e tutti troveranno un posticino in essa, che amerà con quello stesso amore con cui li ama il loro stesso Creatore.
Sono i prodigi che sa fare il mio Fiat onnipotente; dove esso regna, non sa fare altro che opere che gli somigliano e generano nell’anima gli effetti che formano la sua stessa vita, tanto che nessuno potrà ridire alcunché, e devo poter dire: ‘Nessuno me la tocca’; né la potranno toccare, perché è volontà mia, e se qualcuno ardissero saprò difendere me stesso, il mio amore si convertirà per loro in fuoco di giustizia e li umilierò fin nella polvere.
Perciò sii attenta che tutto sia ordine e pace in te; se avverti qualche cosa in contrario, mettiti in guardia e pregami, pressami che col mio dominio atterri tutto ciò che non è ordine e pace perenne”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 34; Maggio 23, 1937)