Venerdì della XX settimana del Tempo Ordinario (Mt 22,34-40)

34Allora i farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme 35e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 36«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
37Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38Questo è il grande e primo comandamento. 39Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. 40Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente… Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Mt 22,37.39)

Questa mattina il mio adorabile Gesù mi ha trasportato fuori di me stessa e mi faceva vedere i tanti mali che si fanno contro la carità del prossimo. Quanta pena facevano al pazientissimo Gesù! Pareva che li riceveva lui stesso; onde tutto afflitto mi ha detto:
“Figlia mia, chi fa danno al prossimo fa danno a sé stesso, ed uccidendo il prossimo uccide l’anima sua, e siccome la carità predi-spone l’anima a tutte le virtù, così non avendo la carità predispone l’anima a commettere ogni sorta di vizi.”… (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 4; Settembre 18, 1900)

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Continuando il mio solito stato, appena in un lampo di luce [Gesù] si è fatto vedere e mi ha detto: “Figlia mia, non c’è cosa che possa superare l’amore, né la dottrina né la dignità, molto meno la nobiltà.
Al più, chi se ne serve a [fin di] bene, di fare delle speculazioni intorno al mio Essere, mi può conoscere più o meno; ma chi giunge a farmi suo proprio oggetto? L’amore. Chi giunge a mangiarmi come si fa d’un cibo? L’amore.
Chi ama mi divora; chi mi ama, in ogni particella del suo essere trova immedesimato il mio Essere. Passa differenza tra chi mi ama davvero e gli altri, di qualunque condizione o qualità siano, [come] tra chi conosce un oggetto prezioso, lo apprezza, lo stima, ma non è cosa sua, e tra chi possiede quell’oggetto prezioso come suo proprio; chi è più fortunato tra questi, chi lo conosce o chi lo possiede?
Certo chi lo possiede; sicché [l’amore] supplisce per la dottrina e la supera; supplisce alla dignità e supera tutte le dignità, dandole la dignità divina; supplisce per tutto e supera tutto.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 9; Maggio 20, 1909)

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Il mio sempre amabile Gesù si faceva vedere che voleva prendere sonno dentro di me, ed io distraendolo gli ho detto: “Gesù, che fate? Non è tempo di dormire, i tempi sono tristi e ci vuole molta veglia. Che, vuoi far succedere oggi qualche cosa di grave?”
E Gesù: “Lasciami dormire, che ne sento tutto il bisogno, e tu riposa insieme con me.”
Ed io: “No Signore, tu soffri tanto e ti è necessario il riposo, io no.”
E lui: “Ed allora io dormo e tu tieniti il peso del mondo, vedrai se lo farai.”
Ed io: “Certo che da me non [ce] la farò, ma insieme con te sì; del resto non è l’amore per te più del riposo? Io voglio amarti assai assai, ma col tuo amore, per poterti dare l’amore di tutti; con l’amore ti lenirò ogni dolore, ti farò dimenticare tutti i dispiaceri, supplirò a tutto ciò che le creature dovrebbero, non è vero, o Gesù?”
E lui: “È proprio vero quello che tu dici, ma l’amore è anche giusto. Oh, quanto è scarso il numero di quelli che fondono la loro vita tutta nell’amore! Ti raccomando figlia mia, fa’ conoscere a tutti quelli che puoi che il tutto sta nell’amore, la necessità dell’amore, e che tutto ciò che non è amore, siano anche cose sante, invece di farli camminare innanzi li fanno andare indietro; sia la tua missione l’insegnare la vera vita d’amore, dove c’è tutto il bello delle creature e tutto il più bello che mi possono dare.”
Ed io: “Quanto ci vuole per far loro comprendere ciò! A certuni pare stranezza che il tutto sta nell’amore e che amando, l’amore assume l’impegno di farle simili a te che sei tutto amore, ma del resto farò quanto posso.”
Ora vedevo Gesù che voleva ritirarsi, ed io: “Non mi lasciare, ora che stiamo discorrendo d’amore vuoi ritirarti? Come? L’amore ti piace tanto!” Ma dopo poco è scomparso… (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 10; Ottobre 14, 1911)

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Continuando il mio solito stato, il benedetto Gesù si faceva vedere dentro di me, ma tanto immedesimato con me che vedevo i suoi occhi nei miei, la sua bocca nella mia, e così del resto; e mentre così lo vedevo mi ha detto:
“Figlia mia, vedi [con] chi fa la mia Volontà e come m’immedesimo e mi faccio una sola cosa con lei, mi fo vita [sua] propria, perché la mia Volontà è dentro e fuori dell’anima; si può dire che è come aria che [si] respira, che dà vita a tutto, come luce che fa vedere tutto e fa tutto comprendere, calore che riscalda, che feconda e fa crescere, cuore che palpita, mani che operano, piede che cammina; e quando la volontà umana si unisce al mio Volere si forma la mia vita nell’anima.”
Onde avendo fatto la comunione, stavo dicendo a Gesù: “Ti amo.” E lui mi ha detto:
“Figlia mia, vuoi amarmi davvero? Dì: ‘Gesù, ti amo con la tua Volontà’. E siccome la mia Volontà riempie Cielo e terra, il tuo amore mi circonderà ovunque ed il tuo ti amo si ripercuoterà lassù nei Cieli e fin nel profondo degli abissi; così se vuoi dire ti adoro, ti benedico, ti lodo, lo dirai unita con la mia Volontà e riempirai Cieli e terra di adorazioni, di benedizioni, di lodi, di ringraziamenti.
Nella mia Volontà le cose sono semplici, facili ed immense; la mia Volontà è tutto, tanto che gli stessi miei attributi che sono? Un atto semplice della mia Volontà.
Sicché se la giustizia, la bontà, la sapienza, la fortezza, fanno il loro corso, la mia Volontà le precede, le accompagna, le mette in attitudine di operare; insomma non si spostano un punto dal mio Volere.
Perciò chi prende la mia Volontà prende tutto, anzi può dire che la sua vita è finita, finite le debolezze, le tentazioni, le passioni, le miserie, perché in chi fa il mio Volere tutte le cose perdono i loro diritti, perché il mio Volere tiene il primato su tutto e diritto a tutto.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 11; Ottobre 2, 1913)