Sabato della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Lc 12,8-12)

8Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; 9ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
10Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
11Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, 12perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

“Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio” (Lc 12,8)

Mi sentivo come immersa nel Volere Eterno, ed il mio sempre amabile Gesù tirandomi a sé mi ha trasportato fuori di me stessa facendomi vedere Cielo e terra, e mentre ciò mi faceva vedere mi ha detto:
“Figlia diletta della nostra Suprema Volontà, vedi tutta questa macchina dell’universo, il cielo, il sole, i mari, e tutto il resto, fu da noi creato per fare un dono, ma sai a chi? A chi avrebbe fatto la nostra Volontà. Tutto ad essi fu donato come a nostri figli legittimi.
Questo lo facevamo per decoro delle nostre opere, non depositandole né facendo dono a gente straniera né a figli illegittimi, che non avrebbero capito i grandi beni che ci sono in esse né apprezzato la grandezza e santità delle nostre opere, anzi li avrebbero sciupati e disprezzati.
Invece facendo dono ai nostri figli legittimi, siccome in ogni cosa creata c’è un amore distinto ed un bene speciale verso colui al quale è diretto il dono, la nostra Volontà abitante in loro e formando in loro vita propria avrebbe loro fatto comprendere tutti questi amori distinti uno dall’altro, che ci sono in tutto il creato, e tutte le specialità dei beni; quindi [i nostri figli] ci avrebbero dato ricambio per ciascun amore distinto, gloria, onore per tutti i beni a loro donati.
La nostra Volontà, che con un Fiat li aveva creati e che ne conosceva tutti i segreti, abitante nei nostri figli legittimi, con un altro Fiat svelerebbe i nostri segreti che ci sono in tutte le cose create e ci farebbe dare amore per amore; le armonie, le comunicazioni si avvicenderebbero tra loro e noi.
E sebbene quelli che non fanno la nostra Volontà pare che ne godono e prendono parte, ma i doni non sono di loro, è come causa indiretta, come usurpatori e come figli illegittimi, molto più che non essendo la mia Volontà abitante in loro, nulla o pochissimo ne capiscono del mio amore che tutto il creato porta loro e dei grandi beni che in esso ci sono, anzi molti non sanno neppure chi ha creato tante cose; vera gente straniera, che mentre vivono delle cose che mi appartengono, neppure mi vogliono riconoscere.
Onde come a vero Figlio legittimo fu consegnato questo gran dono di tutto l’universo, dal mio Padre Celeste alla mia Umanità, in cui non ci fu cosa che non ricambiassi: dono per dono, amore per amore.
Poi venne la mia Celeste Madre che così bene seppe ricambiare il suo Creatore, e poi sono venuti i figli della mia Volontà, cui essa doveva legittimare per suoi propri figli.
Perciò tutto il creato esulta di gioia, fa festa e sorride quando tirandoti [io] fuori di te stessa, insieme con me riconoscono la figlia legittima della Volontà Suprema, la sua padrona.
Vorrebbero correre tutti nel tuo grembo ed a te d’intorno, non solo per farti festa, ma per essere apprezzati e difesi e tenuti in conto come dono del loro Creatore, e tutti a gara vogliono darti, ciascuno, amore distinto e il dono che contiene ogni cosa creata.
Chi ti vuol dare il dono della bellezza del tuo Creatore e l’amore che contiene il bello, chi il dono della potenza e l’amore che contiene la potenza, chi il dono della sapienza, chi della bontà, chi della santità, chi della luce, chi della purità ed i distinti amori che contiene la sapienza, la bontà, la santità, la luce, la purità, eccetera.
Sicché la mia Volontà abbatte tutte le sbarre che ci sono tra l’anima e Dio, la mette in armonia tra il Cielo e la terra, svela tutti i segreti che ci sono in tutta la creazione e la rende depositaria di tutti i doni di Dio.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 15; Maggio 25, 1923)

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… “Figlia mia, la creatura è portata in braccio dalla mia Divina Volontà, ed è tanto il suo amore, che le tiene intorno tutta la creazione come se in atto la stesse sempre, sempre creando per farle piacere e renderla felice e dirle:
‘La mia forza creatrice mantiene tutta questa macchina dell’universo; se essa si ritirasse, il sole come per incanto scomparirebbe, il cielo e tutte le altre cose si risolverebbe[ro] nel nulla, come dal nulla uscirono, perché la mia potenza creatrice mantiene di continuamente crearla, e può dire con tutta realtà: proprio per te sto creando il sole, perché la tua vita, il tuo cammino fosse sparso di luce; per te l’azzurro cielo, affinché il tuo occhio si spaziasse e dilettasse nella sua estensione; tutto per te sto creando, mantengo tutto in ordine perché ti amo’.
La mia Divina Volontà si fa vita in atto di tutte le cose, le sostiene e conserva, le mette intorno alla creatura per farle sentire da tutte le cose e da tutte le parti la sua vita irremovibile, la sua forza immutabile, il suo amore invincibile; si può dire che la stringe dappertutto come trionfo del suo amore.
E non solo mantiene l’ordine esterno e tutte le cose in atto come se le stesse creando, ma mantiene internamente, colla sua forza creatrice, tutto l’ordine interno della creatura.
Sicché sta sempre in atto di creare il palpito, il respiro, il moto, la circolazione del sangue, l’intelligenza, la memoria, la volontà; corre come vita nel palpito, nel respiro, in tutto; sostiene e conserva senza mai ritirarsi dall’anima e dal corpo.
Eppure questa mia Suprema Volontà è tutto, fa tutto, dà tutto, e non è riconosciuta, anzi dimenticata; potrebbe dire come io dissi agli apostoli: ‘È tanto tempo che sto con voi e non mi conoscete ancora’.
Si fanno conoscere tante cose che non formano vita della creatura, e [del]la mia Volontà che forma la vita ed è atto continuo di vita, altrimenti non potrebbe vivere, non si fa conoscere nulla.
Perciò, figlia mia, sii attenta, riconoscila in te e fuori di te, in tutto, più della tua stessa vita, e sentirai cose mirabili, il suo atto continuo che con amore instancabile ti ama, e sol perché ti ama ti dà la vita”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 29; Luglio 17, 1931)

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… “Figlia mia benedetta, la mia Volontà è tutto per la creatura, senza di essa non potrebbe avere neppure la vita. Tu devi sapere che ogni singola creatura tiene fin dal principio della sua esistenza un atto voluto e deciso della mia Volontà, il quale porta con sé un atto intenso d’amore verso colui o colei che incomincia la vita.
Vedi dunque come incomincia la creazione della creatura sotto l’impero d’un atto d’amore e di Volontà Divina, voluto con tutta la pienezza della conoscenza, tanto che questi due atti, amore e Volontà Divina, sono corredati di tutte le grazie, di potenza, sapienza, santità e bellezza, di cui vivrà e compirà la sua vita la creatura.
Ora come [la mia Volontà] ha formato il suo primo atto voluto, non si sposta più da sopra di essa: la crea, la forma, la cresce, svolge il suo atto operante per raffermarla nel suo atto voluto.
Sicché la mia Volontà, il mio amore corre in ogni atto umano, si fanno vita, sostegno, difesa, rifugio, e circondandola colla sua potenza, alimentano questa vita; il mio amore l’abbraccia e la tiene stretta al suo seno, la mia Volontà la circonda da tutti i lati più che abitazione, per tenere al sicuro il suo atto voluto, che il mio Fiat pronunziò per chiamarla all’esistenza.
Ora quest’atto voluto dal nostro Fiat è l’atto più grande, più potente e che più ci glorifica il nostro Essere Divino, che neppure i Cieli possono contenere e comprendere. Ti par poco che la nostra Volontà corre in ogni atto di creatura e le dice, non con le parole, ma coi fatti: ‘Sono tua, a tua disposizione; deh, riconoscimi!
Sono vita tua, atto tuo; se mi riconosci mi darai il tuo piccolo ricambio d’amore, e sebbene piccolo lo voglio, lo pretendo, per rinfrancarmi del mio lavorio continuo e della vita che metto per te’.
Ed il mio amore per non restare dietro al mio Fiat sente l’irresistibile bisogno di correre ad amare ciascun atto di creatura, il quale le dice in ogni suo atto: ‘Ti amo ed amami’.
Oltre di ciò, il tutto sta se viene riconosciuto quest’atto voluto del mio Fiat; allora ne fa dei prodigi inauditi di santità e di bellezza, che formeranno i più begli ornamenti della patria celeste e le vite più fulgide che si somigliano al loro Creatore, perché la nostra Volontà non ne sa fare esseri che non ci somigliano; la prima cosa che getta è la nostra somiglianza, perché vuol trovare se stessa nell’atto operante che svolge nella creatura, altrimenti direbbe: ‘Non mi somigli, quindi non mi appartieni’.
Se poi non viene riconosciuta ed amata, allora [la creatura] forma il dolore del mio Volere, sebbene [esso] corra in ogni atto di creatura, e se non corresse dovrebbe togliere la vita.
Quindi nel suo dolore si sente respingere la sua vita divina, inceppata la santità che vuole svolgere, rinchiusi nel suo atto voluto i mari di grazie che doveva inondarla, la bellezza che doveva coprirla.
Perciò la mia Volontà può dire: ‘Non vi è dolore simile al mio dolore, molto più che non vi era bene che [non] volevo darle, non vi è atto suo che non vi ho messo del mio’.
Quindi figlia mia, sii attenta, pensa che in ogni tuo atto pende da una Volontà Divina che lo involge, lo forma e gli dà la vita, e perché ti ama vuole che conosci la vita che ti dà, e questo come conferma degli atti suoi in te; perciò contentati di morire anziché inceppare quest’atto voluto dalla mia Volontà fin dal principio della tua esistenza.
Com’è bello poter dire: ‘Sono Volontà di Dio, perché essa ha fatto tutto in me: mi ha creata, mi ha formata e mi porterà nelle sue braccia di luce nelle celesti regioni, come vittoria e trionfo del Fiat onnipotente e del suo amore’!” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 34; Gennaio 4, 1937)

“Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio” (Lc 12, 8-9)

Continuando il mio povero stato, secondo il mio solito cercavo di fondermi nel mio dolce Gesù, ma per quanto mi sforzavo mi riusciva inutile; lo stesso Gesù mi distraeva, e sospirando forte mi ha detto:
“Figlia mia, la creatura non è altro che il mio respiro. Come respiro, così do vita a tutto; tutta la vita sta nel respiro, se manca il respiro il cuore più non palpita, il sangue più non circola, le mani restano inerti, la mente si sente morire l’intelligenza, e così di tutto il resto.
Sicché tutta la vita umana sta nel ricevere e dare questo respiro. Ma mentre col mio respiro do vita e moto a tutte le creature, e col mio santo respiro le voglio santificare, amare, abbellire, arricchire, ecc., esse nel darmi il respiro che ricevono mi mandano offese, ribellioni, ingratitudini, bestemmie, sconoscenze e tutto il resto.
Sicché mando il respiro puro e mi viene impuro, lo mando benedicendo e mi viene maledicendo, lo mando tutto amore e mi viene offendendomi fin nell’intimo del mio cuore; ma l’amore mi fa continuare a mandare il respiro per mantenere queste macchine di vite umane, altrimenti non funzionerebbero più ed andrebbero a sfascio.
Ah, figlia mia, hai sentito come viene mantenuta la vita umana? Dal mio respiro. E quando trovo un’anima che mi ama, com’è dolce il suo respiro, come mi ricrea, mi rinfranco! Tra essa e me si forma un eco d’armonie che restano distinte dalle altre creature, e saranno distinte anche in cielo. Figlia mia, non potevo contenere il mio amore ed ho voluto sfogare con te.”
Così oggi non ho potuto fondermi in Gesù, perché lui stesso mi ha tenuto occupata nel suo respiro. Quante cose ho compreso! Ma non so dirle bene e faccio punto. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 12; Maggio 10, 1917)

“Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato” (Lc 12,10)

Il Voler Divino va sempre tessendo nell’anima mia la sua vita divina col suo dolce incanto, la fa crescere, la plasma, l’alimenta e con le sue ali di luce la copre, la nasconde, affinché nessun alito di vento le possa nuocere e potesse impedire la crescenza della sua vita nell’anima mia.
Oh, se non fosse per la Divina Volontà che più che Madre tenera ed amorosa mi tiene nelle sue braccia, coperta con la sua luce nelle circostanze della mia vita, ahimè, troppo dolorose, io non so che cosa farei!
Ma la sua luce mi calma, mi fortifica e tiro avanti. Oh, Volontà adorabile, quanto debbo ringraziarvi d’un tanto bene! E vi offro l’infinità del tuo stesso Volere per ringraziarvi come meritate.
Onde mentre la mia mente si sentiva sotto della sua luce, il mio amato Gesù ripetendo la sua breve visitina all’anima mia, mi ha detto: “Figlia mia benedetta, com’è bello vedere la creatura crescere sotto le ali di luce della mia Volontà!
Essa ravvolta in questa luce non vede, non sente, non tocca che la sua madre luce che la tiene ravvolta; e se le creature la feriscono, la battono, l’amareggiano, si sente più addentrare e stringersi dalle sue braccia di luce, e risponde col sorriso della luce a chi la vuole amareggiare e ferire, e burlandosi di loro, confonde la umana perfidia di esse.
Oh, potenza della mia Volontà operante! Essa si svigna di tutto, trionfa su tutto, e con la sua luce forma il suo trono di gloria imperitura, nell’anima che le dà la libertà d’operare.
Tu devi sapere che la sua potenza è tanta che di tutti i secoli ne forma uno solo, ed il suo impero si stende ovunque e di tutti gli atti ne forma un solo atto.
I secoli scompariscono innanzi al suo potere, e tutti gli atti buoni delle creature non sono altro che tanti atomi che unite insieme formano uno solo atto, i quali riconoscono la sua potenza e prostrati ai suoi piedi formano la gloria, l’adorazione delle umane generazioni a questa Volontà Suprema.
Simbolo [di ciò è] il sole, che non è altro che tanti atomi di luce, che uniti insieme formano il sole che dà luce a tutta la terra; ma quegli atomi sono armati d’una potenza divina, e ciascuno contengono una potenza meravigliosa, tanto che solo col toccare la terra, le piante, comunicano beni ed effetti meravigliosi, da formare una vita distinta in ciascuna pianta e fiori.
Così gli atti delle creature: sebbene sono atomi, contengono la potenza meravigliosa della mia Volontà, quindi sono pregni di mirabili effetti.
Tu devi sapere che quando la creatura si dispone a fare un atto nella mia Volontà, [essa] arma la sua potenza e semplifica, forma il vuoto e forma natura divina nella volontà umana, e come vittoriosa forma la sua via nella volontà della creatura, e cammina, cammina sempre; ed allora si arresta e le viene impedito il passo, quando il volere umano le mette le sbarre col fare non la mia, ma la sua volontà.
Che delitto impedire il cammino, il passo al mio Volere nella volontà della creatura! Perciò creai le creature, per formarmi tante vie nelle umane volontà, per potere avere il mio cammino continuo e quindi il mio atto operativo in esse, e chi impedisce il mio cammino vorrebbe impedirmi la continuazione della mia creazione, inceppare i miei passi, e legarmi le mani affinché non operassi.
Ahi, il non fare la mia Volontà sembra che sia cosa da nulla, eppure è il più grande dei delitti che grida vendetta innanzi alla Maestà Divina per le povere creature, specie quando la mia Volontà è conosciuta che si faccia un’opera, che vuole un sacrifizio; e non facendola è come se si volesse impugnare la verità, e questo è peccato contro lo Spirito Santo e grida vendetta innanzi a Dio.
Conoscere la mia Volontà e non farla è chiudere il Cielo, spezzare le relazioni divine ed il non riconoscere la padronanza divina, che ogni creatura è obbligata a conoscere ed a sottomettersi a ciò che il mio Volere vuole, ancorché le costasse la vita”.
Perciò sii attenta, adora la mia Volontà e ciò che ho disposto di te, se vuoi contentare il tuo Gesù.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 31; Ottobre 16, 1932)