23Quel giorno non mi domanderete più nulla. In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. 24Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
25Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. 26In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: 27il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
28Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».

“In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (Gv 16,23)

Il dolce incanto del Fiat onnipotente colla sua luce mi tiene come eclissata in esso, ed io non so vedere che tutti i suoi atti per mettervi come suggello il mio ti amo sopra di ciascuno degli atti suoi, per chiedergli il Regno della sua Divina Volontà in mezzo alle creature.
Ora innanzi alla mia mente vedevo una gran ruota di luce che riempiva tutta la terra, e mentre il centro della ruota era tutta una luce, al d’intorno di essa sporgevano tanti raggi per quanti atti aveva fatto il Fiat Divino, ed io passavo da un raggio all’altro per mettervi il suggello del mio ti amo, per restarlo in ogni raggio a chiedergli continuamente il Regno della sua Divina Volontà.
Ora mentre ciò facevo, il mio sempre amabile Gesù uscendo dal mio interno mi ha detto: “Figlia mia, chi vive nel mio Divin Volere e forma i suoi atti in esso, questi atti rimangono come lavoro della creatura, che impegnano Dio per cederle i diritti d’un regno sì santo, quindi i diritti di farlo conoscere e farlo regnare sulla terra, perché l’anima che vive nel mio Fiat riacquista tutti gli atti di esso fatti per amore delle creature.
Dio la rende conquistatrice non solo del suo Volere, ma di tutta la creazione; non v’è atto di esso in cui la creatura non vi mette il suo atto, fosse pure un ti amo, un ti adoro, eccetera. Onde avendo messo del suo, tutto resta impegnato, ed il mio Fiat si sente felice che finalmente ha trovata la fortunata creatura, che può dare ciò che lui voleva dare con tanto amore fin dal principio della creazione di tutto l’universo.
Perciò la creatura col vivere nel mio Voler Divino entra nell’ordine divino, si rende proprietaria delle opere sue e con diritto può dare e chiedere per gli altri ciò ch’è suo; e siccome vive in esso, i suoi diritti sono divini e con diritti divini chiede, non umani; ogni suo atto è una chiamata che fa al suo Creatore, e col suo stesso impero divino gli dice: ‘Dammi il Regno della tua Divina Volontà, affinché posso darlo alle creature, perché regna in mezzo ad esse e tutte ti amano con amore divino, e tutte riordinate in te’.
Ora tu devi sapere che ogni volta che giri nella mia Volontà per mettervi del tuo, è un diritto divino che [in] più acquisti per chiedere un regno sì santo. Ecco perciò mentre giri in essa ti si fanno avanti tutte le opere della creazione, e tutte quelle della redenzione si schierano intorno a te, aspettandoti per ricevere ciascuna l’atto tuo per darti il ricambio dell’atto delle opere nostre, e tu le vai rintracciando una per una, per riconoscerli, abbracciarli, per mettervi il tuo piccolo ti amo, il tuo bacio d’amore per farne acquisto.
Nel nostro Fiat non c’è tuo e mio tra Creatore e creatura, ma tutto è comunanza, e perciò con diritto può chiedere ciò che vuole. Oh, come mi sentirei afflitto e dolente se in tante pene ed atti miei, fatti stante sulla terra, la piccola figlia del mio Voler Divino neppure li riconoscesse, né cerca di corteggiare col suo amore e coll’atto suo il mio! Come potrei darti il diritto, se non li riconoscessi?
Molto meno potresti farli tuoi. Il riconoscere le opere nostre è non solo diritto che cediamo, ma possesso. Perciò se vuoi che la mia Divina Volontà vi regna, gira sempre nel nostro Fiat, riconosci tutte le opere nostre dalla più piccola alla più grande, mettici il tuo piccolo atto a ciascuna di esse e tutto ti sarà accordato”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 27; Ottobre 30, 1929)

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… “Figlia mia, come la creatura chiama la mia Volontà nei suoi atti, nella sua preghiera, essa ripete insieme quell’atto e prega insieme colla creatura; e siccome colla sua immensità si trova da per tutto, la creazione, il sole, il vento, il cielo, gli angeli e santi, sentono in loro stessi la forza della preghiera creatrice, e tutti pregano.
I prodigi di questa preghiera [che] è onnipotente, coinvolge tutti, si dà a tutti; solo chi ingrato non la vuol ricevere, resta senza effetti. Sicché la mia Volontà possiede la virtù pregante; ed oh, com’è bello vederla pregare nel suo modo divino e colla sua virtù creatrice, che s’impone su tutti e fa pregare a tutti!
Questa preghiera s’impone sui nostri attributi divini e fa versare piogge di misericordia, di grazie, di perdono e d’amore; basta dire ch’è preghiera nostra, per dire: ‘Tutto può dare’.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 36; Luglio 6, 1938)

“Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16,24)

Stavo dicendo al mio dolce Gesù: “Vedi, io non so far nulla né tengo nulla da darti, ma voglio darti anche i miei nonnulli; unisco questi miei nonnulli al tutto, quale sei tu, e ti chieggo anime.
Sicché come respiro, i miei respiri ti chieggono anime, il palpito del mio cuore con grido incessante ti chiede anime; il moto delle mie braccia, il sangue che mi circola, il battere delle mie palpebre, il muovere delle labbra sono anime che chiedono, e questo lo chiedo unita con te, col tuo amore e nel tuo Volere, affinché tutti possano sentire il mio grido incessante che in te sempre chiede le anime.”
Ora mentre ciò dicevo ed altro ancora, il mio Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto:
“Figlia mia, come mi è dolce e gradita la preghiera delle anime intime con me! Come mi sento ripetere la mia vita nascosta di Nazareth, senza alcuna esteriorità, senza circolo di gente, senza suono di campane, tutto negletto, solo, tanto che appena ero conosciuto.
Io mi elevavo tra il cielo e la terra e chiedevo anime, e neppure un respiro né un palpito mi sfuggiva che non chiedeva anime; e come ciò facevo, il mio squillo suonava nel cielo e attirava l’amore del Padre a cedermi le anime, e questo suono ripercuotendosi nei cuori gridava con voce sonora: ‘Anime!’ Quante meraviglie non operai nella mia vita nascosta, solo conosciute dal mio Padre in cielo e della mia Mamma in terra.
Così l’anima nascosta, intima con me, come prega, se nessun suono si sente in terra, le sue preghiere come campane suonano più vibranti in cielo, da chiamare tutto il cielo ad unirsi con lei e far scendere misericordie sopra la terra, che suonando non all’udito, ma ai cuori delle creature, le dispongano a convertirsi.” (dagli scritti della Serva (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 12; Dicembre 10, 1918)

“In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio” (Gv 16,26-27)

Questa mattina nel venire il mio adorabile Gesù mi ha partecipato parte della sua passione. Ora mentre mi trovavo sofferente, il Signore per rincorarmi mi ha detto:
“Figlia mia, il primo significato della passione contiene gloria, lode, onore, ringraziamento, riparazione alla Divinità. Il secondo è la salvezza delle anime e tutte le grazie che ci vogliono per ottenere lo stesso scopo.
Onde chi partecipa alle pene della mia passione, la sua vita contiene in sé questi stessi significati; non solo, ma prende la stessa forma della mia umanità, e siccome detta umanità sta unita con la Divinità, anche l’anima che partecipa alle mie pene sta a contatto con la Divinità e può ottenere ciò che vuole.
Anzi le sue pene sono come chiavi per aprire i tesori divini; questo finché vive quaggiù, e poi sta riservato anche al di là del cielo una gloria distinta per sé, che le vien data dalla umanità e Divinità mia, in modo da assomigliarsi alla stessa mia luce e gloria, ed una gloria più speciale per tutta la corte celeste, che le verrà data per mezzo di quest’anima, per ciò che io le ho comunicato; perché quanto più le anime si sono assomigliate a me nelle pene, tanto più da dentro la Divinità uscirà luce e gloria, ed ecco che tutta la corte celeste parteciperà a questa gloria.”
Sia sempre benedetto il Signore, e tutto per sua gloria ed onore. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 4; Febbraio 8, 1902)