BATTESIMO DEL SIGNORE – B – (Mc 1, 7-11)
7E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». 9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
“Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo” (Mc 1, 8)
Stavo secondo il mio solito fondendomi nel Santo Voler Divino, e mentre per quanto era a me possibile cercavo di ricambiare col mio piccolo amore il mio Gesù per tutto ciò che ha fatto nella redenzione, il mio amabile e dolce amore Gesù muovendosi nel mio interno mi ha detto:
“Figlia mia, con il tuo volo nella mia Volontà giungi in tutti i sacramenti da me istituiti, scendi nel fondo di essi per darmi il tuo piccolo ricambio d’amore. Oh, quante mie lacrime segrete vi troverai, quanti sospiri amari, quanti gemiti soffogati dello Spirito Santo! Il suo gemito è continuo alle tante disillusioni del nostro amore.
I sacramenti furono istituiti per continuare la mia vita sulla terra in mezzo ai figli miei, ma ahimè, quanti dolori! Perciò sento la necessità del tuo piccolo amore; sarà piccolo, ma la mia Volontà me lo farà grande.
Il mio amore non tollera, per chi deve vivere nella mia Volontà, che non si associ ai miei dolori e che non mi dia il suo piccolo ricambio d’amore per tutto ciò che ho fatto e soffro; perciò figlia mia vedi come geme il mio amore nei sacramenti.
Se vedo battezzare il neonato, piango di dolore, perché mentre col battesimo gli restituisco l’innocenza, ritrovo di nuovo il figlio mio, gli restituisco i diritti perduti sulla creazione, gli sorrido d’amore e compiacenza, gli metto in fuga il nemico affinché non abbia più diritto su di lui, lo affido agli angeli, tutto il Cielo gli fa festa, ma subito il sorriso mi si cambia in dolore, la festa in lutto: vedo che quel battezzato sarà un mio nemico, un novello Adamo, forse pure un’anima perduta.
Oh, come geme il mio amore in ogni battesimo! specie poi se si aggiunge che il ministro che battezza non lo fa con quel rispetto, dignità e decoro che si conviene ad un sacramento che contiene la nuova rigenerazione. Ahi, molte volte si sta più attenti ad una bagattella, ad una scena qualsiasi che ad amministrare un sacramento, sicché il mio amore si sente pungere dal battezzante e dal battezzato e geme con gemiti inenarrabili.
Non vorresti tu dunque darmi per ogni battesimo un ricambio d’amore, un gemito amoroso per far compagnia ai miei gemiti dolenti?”… (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 18; Novembre 5, 1925)
“Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni” (Mc 1, 9)
Mio celeste e sommo bene, ti voglio seguire dovunque…
Vita mia Gesù, prendimi per mano e portami con te, affinché nulla mi sfugga di quanto tu farai, dacché io voglio tutto suggellare coll’impronta del mio amore. Per chiederti il Regno della tua Volontà Divina sulla terra io ti seguo passo passo mentre cammini solo, col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio.
Ad ogni tuo respiro voglio farti aspirare l’alito del mio Ti amo, voglio rinchiudere in esso ogni tua parola e ad ogni tuo sguardo lo voglio offrire. Mentre giungi al Giordano immergo in quelle acque il mio Ti amo; così, non appena San Giovanni le verserà sul tuo capo per battezzarti, tu sentirai scorrere in esse la piena del mio amore, che invoca per tutte le creature l’acqua battesimale della tua Volontà Divina e l’avvento del Regno suo.
Diletto, in quest’atto solenne del tuo battesimo io ti chiedo una grazia che tu certo non mi negherai: ti prego cioè di purificare colle tue stesse sante mani la piccola anima mia mediante l’acqua vivificante e creatrice della tua Divina Volontà, affinché io nulla oda, nulla veda e nulla conosca, fuorché la sola vita del tuo Fiat.
Oh sì, ti prego, fa che la mia esistenza non sia altro che un atto ininterrotto di tua Volontà! (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – I giri dell’anima nella Divina Volontà; Quindicesima Ora)
“Vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo…” (Mc 1, 10-11)
La mia povera mente continua il suo cammino nel Voler Divino; ed oh, come esso si sente felice nel vedere che la sua piccola neonata va in cerca dei suoi atti per conoscerli, baciarli, adorarli, farli suoi, e dirgli: “Quanto mi hai amato!” Onde mi son fermata nella discesa del Verbo sulla terra, ed io lo compativo nel vederlo solo. Ed il mio dolce Gesù, con una tenerezza indicibile, sorprendendomi mi ha detto:
“Figlia mia carissima, tu ti sbagli; la solitudine fu da parte dell’ingratitudine umana, ma dalla parte divina e delle opere nostre, tutti mi accompagnarono né mi lasciarono mai solo. Anzi tu devi sapere che insieme con me scese il Padre e lo Spirito Santo; mentre io restai con loro in Cielo, loro scesero con me in terra. Siamo inseparabili; noi stessi, se lo vogliamo non possiamo separarci, al più ci bilochiamo, e mentre teniamo il nostro trono in Cielo, formiamo il nostro trono in terra, ma separarci non mai. Al più il Verbo prese la parte operante, però concorrente sempre il Padre e lo Spirito.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 36; Dicembre 25, 1938)
“Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento” (Mc 1, 11)
Trovandomi nel solito mio stato, il benedetto Gesù nel venire mi ha detto:
“Figlia mia, quando la mia grazia si trova in possesso di più persone, festeggia di più; succede come a quelle regine [che] quante più donzelle pendono dai loro cenni e fanno loro corona d’intorno, tanto più godono e fanno festa.
Tu fissati in me e guardami e resterai di me tanto presa che tutto il materiale cadrà morto per te; e tanto devi fissarti in me da attirarmi tutto in te, ché io trovando in te me stesso, posso trovare in te il mio perfetto compiacimento. Onde, trovando in te tutti i miei piaceri possibili a trovarsi in umana creatura, non possono tanto dispiacermi quello che mi fanno gli altri.”
E mentre ciò diceva, [Gesù] tutto si è internato dentro di me, e tutto si compiaceva. Quanto mi stimerei fortunata se giungessi ad attirarmi tutto in me il mio diletto Gesù! (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 4; Febbraio 6, 1901)
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Trovandomi nel solito mio stato, pareva di vedere la Santissima Trinità che a vicenda si guardavano, ed in quegli sguardi era tanta la loro bellezza che rimanevano estatici col solo guardarsi, ed in questo stato traboccavano fuori in amore, e da quest’amore restavano come scossi, per rimanere più intensamente estatici. S
icché tutto il loro bene e compiacimento stava compreso in loro stessi, e tutta la loro eterna vita e beatitudine ed esercizio, stava racchiuso in questa sola parola: “Amore”, e tutta la beatitudine dei santi era formata da questo operare perfetto della Santissima Trinità.
Mentre ciò vedevo, il Figlio ha preso la forma di crocifisso, ed uscendo da mezzo a loro è venuto a me partecipandomi le pene della crocifissione; e mentre stava con me si è portato di nuovo in mezzo a loro ed ha offerto le sue e le mie sofferenze, ed ha soddisfatto all’amore che a loro dovevano tutte le creature.
Chi può dire il loro compiacimento e come restavano soddisfatti dell’offerta del Figlio? Pareva che, siccome nel creare le creature, non altro era uscito dal loro interno che fiamme contenute d’amore, che per dare sfogo a questo amore si misero a creare tant’altre loro immagini, allora [le Tre Divine Persone] ne restano soddisfatte, quando ricevono ciò che hanno dato, cioè: amore hanno dato, amore vogliono. Sicché il più brutto affronto è il non amarle.
Eppure, o Dio tre volte Santo, chi è che ti ama? (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 4; Gennaio 13, 1903)
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… “Figlia mia, il ti amo è tutto! Il ti amo è amore, è venerazione, è stima, è eroismo, è sacrifizio, è fiducia verso a chi è diretto il ti amo. Il ti amo è possedere colui che racchiude il ti amo. Ti amo è una parola piccola, ma pesa quanto pesa tutta l’eternità. Il ti amo racchiude tutto, coinvolge tutti, si diffonde, si stringe, si eleva in alto, scende fin nel basso, s’imprime ovunque, ma mai si arresta.
Come figlia mia, che gran che è il ti amo? La sua origine è eterna. Nel ti amo il Padre Celeste mi generò, e nel ti amo procedette lo Spirito Santo. Nel ti amo il Fiat Eterno uscì la creazione tutta, e nel ti amo perdonò l’uomo colpevole e lo redense; sicché nel ti amo l’anima trova tutto in Dio e Dio trova tutto nell’anima. Perciò il valore del ti amo è infinito, è pieno di vita, di energia, non si stanca mai, supera tutto e trionfa di tutto.
Quindi voglio vederlo questo ti amo per me, sul tuo labbro, nel tuo cuore, nel volo dei tuoi pensieri, nelle gocce del tuo sangue, nelle pene e nelle gioie, nel cibo che prendi, in tutto. La vita del mio ti amo dev’essere lunga, lunga in te, ed il mio Fiat che regna in te vi metterà il suggello del ti amo divino.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 17; Agosto 2, 1925)

Pietro Perugino, Public domain, via Wikimedia Commons