Giovedì della X settimana del Tempo Ordinario (Mt 5,20-26)

20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. 21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio.
22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: «Stupido», dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: «Pazzo», sarà destinato al fuoco della Geènna.
23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

“Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 5,20)

… “Non solo devi essere retta, ma giusta; e nella giustizia entra l’amarmi, lodarmi, glorificarmi, ringraziarmi, benedirmi, ripararmi, adorarmi, non solo per sé ma per tutte le altre creature; questi sono diritti di giustizia che esigo da ogni creatura e che come Creatore mi spettano, e chi mi nega uno solo di questi diritti non può dirsi mai giusto.
Perciò pensa a compiere il tuo dovere di giustizia, che nella giustizia troverai il principio, il mezzo e il fine della santità.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 4; Marzo 27, 1902)

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… “Maestà Suprema e Creatore di tutte le cose, questa piccola bambina viene nelle vostre braccia per dirvi che tutta la creazione, a nome di tutte le creature, vi dà non solo il ricambio dell’amore, ma della giusta gloria per tante cose da voi create per amor nostro.
Nella vostra Volontà, in questo vuoto immenso, ho girato dappertutto, affinché tutte le cose vi glorifichino, vi amino e vi benedicano; e giacché vi ho messo in rapporto l’amore tra Creatore e creatura, che la volontà umana aveva spezzato, e la gloria che tutti vi dovevano, fate scendere la vostra Volontà sulla terra, affinché vincoli, raffermi tutti i rapporti tra Creatore e creatura; tutte le cose ritorneranno nell’ordine primiero da voi stabilito.
Perciò fate presto, non più indugiate; non vedete com’è piena di mali la terra? Solo la vostra Volontà può arrestare questa corrente, può metterla in salvo, ma la vostra Volontà conosciuta e dominatrice.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 17; Maggio 17, 1925)

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… “Mia piccola figlia del mio Volere, il vivere nella mia Volontà è un richiamo continuo che facciamo alla creatura, nelle nostre qualità divine.
Il nostro Essere è sempre in moto, ma siccome il nostro Volere è quello che forma l’opera ed il moto dentro dell’Essere nostro, quindi chi vive in esso sente che il nostro Volere la chiama ora nella potenza, ora nella nostra sapienza, ora nel nostro amore, ora nella misericordia, ora nella giustizia, bontà e bellezza divina; insomma tutti i nostri attributi con voci potenti chiamano la creatura dentro di essi, perché si formi e cresca a seconda delle loro qualità.
Si sentirebbero disonorati se si potesse dare che chi vive con quello stesso Volere di cui sono animati, non fosse conforme ad essi, né goderebbe le loro prerogative.
Che tollerano la piccolezza, questa non nuoce loro, perché si sa che il finito non può raggiungere mai l’infinito; ma che la (1) piccolezza, anzi fa loro più onore la piccolezza, perché tutto il bello ed il buono che veggono in essa è tutta opera loro, ma che sia dissimile da loro questo non mai.
Ecco perciò il sussurrio ed il vocio continuo che sente chi vive nella nostra Volontà, sono le chiamate continue che il nostro Ente Supremo per mezzo delle sue qualità che fa (2) alla sua amata creatura; prima ché non vuole e non sa stare e non può stare [senza la sua creatura], perché la nostra Volontà essendo una, tiene tale virtù d’unione e d’inseparabilità, che tutto ciò che liberamente entra in essa perde la virtù separativa, e la nostra somma bontà sente il bisogno d’amore di tenere con sé ciò che è suo e che forma una particella della sua stessa Volontà.
Ecco perciò le nostre qualità divine reclamano colei, nel moto ed opere di esse, che è animata dalla stessa loro Volontà, per far vita insieme. Si sentirebbero uno strappo, e la volontà spezzata, se non l’avessero con loro.
Non fu uno strappo che fece il primo uomo da dentro la nostra Volontà col sottrarsi da essa? E questo strappo fu tanto grave che capovolse tutto l’ordine della creazione per lui, e giunse a respingere il suo Creatore con tutta la corrente delle sue grazie divine.
Perciò chi vive nel nostro Volere è il rifacimento di questo strappo sì doloroso che ci costò tanto, ed il nostro Essere Divino arma tutti i nostri attributi intorno intorno ad essa, acciò non ci si ripete lo stesso tiro.
E vivendo insieme con noi, restiamo felici essa e noi, e se tu volessi dubitare di ciò che dico è segno che non hai compreso bene quanto amo la creatura; e per averla con me e tutta mia, il mio amore mi fa giungere agli eccessi, al delirio ed alle follie.
Del resto ne ho tutti i diritti d’amarla, perché è mia e fatta da me. E se tu sei mia, io sono tuo, e perciò anche tu tieni i diritti d’amarmi, e se non mi amassi mancheresti ad un dovere più sacrosanto verso chi ti ha dato l’essere e t’ama tanto.
Quindi d’ambo le parti amiamoci sempre ed assai, e l’amore non se ne starà cheto, farà risorgere nuovi ritrovati d’amore.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 31; Ottobre 30, 1932)
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(1) Che la, cioè: la
(2) che fa, cioè: fa

“Chi poi dice al fratello: «Stupido», dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: «Pazzo», sarà destinato al fuoco della Geènna” (Mt 5, 22)

… Mio Gesù, Crocifisso adorabile, la creatura va sempre irritando la divina giustizia, e dalla sua lingua risuona l’eco di bestemmie orrende, voci di imprecazioni e di maledizioni, discorsi cattivi, intese di come meglio uccidere e fare carneficine.
Ah! Tutte queste voci assordano la terra e penetrano fin nei cieli, assordando l’udito divino, il quale, stanco di questa eco velenosa che gli manda la creatura, vorrebbe disfarsi di essa, cacciandola da sé lontana, perché tutte queste voci velenose imprecano e chiedono vendetta e giustizia contro di essa stessa.
Oh, come la divina giustizia si sente spingere a scagliare flagelli! Oh, come accendono il suo furore contro la creatura tante bestemmie orrende! Ma tu, o mio Gesù, amandoci di amore sommo, fai fronte a queste voci micidiali con la tua voce onnipotente e creatrice, in cui raccogli tutte queste voci, e fai sentire all’udito del Padre la tua voce dolcissima per rinfrancarlo delle molestie che le creature gli danno, con altrettante voci di benedizioni e lodi, e gridi misericordia, grazie, amore per la povera creatura.
E per placarlo di più, gli mostri la tua santissima bocca, e dici: “Padre mio, tornami a guardare; non sentire le voci delle creature, ma senti la mia. Sono Io che soddisfo per tutti. Perciò ti prego di guardare la creatura e di guardarla in me.
Se la guardi fuori di me, che sarà di essa? È debole, ignorante, capace solo di far male, piena di tutte le miserie. Pietà, pietà della povera creatura. Rispondo Io per essa con questa mia lingua amareggiata dal fiele, inaridita dalla sete, arsa e riarsa dall’amore”.
Mio amareggiato Gesù, la mia voce nella tua vuole far fronte a tutte queste offese. Permettimi che prenda la tua lingua, le tue labbra, e giri per tutte le creature, toccando le loro lingue con la tua, affinché sentendo l’amarezza della tua nell’atto di offenderti, se non per amore, almeno per l’amarezza che sentono, non bestemmino più; che tocchi le loro labbra con le tue, affinché facendo sentire il fuoco della colpa sulle labbra di tutti e facendo risuonare la tua voce onnipotente in ogni petto, possa arrestare la corrente di tutte le voci cattive e cambiare tutte le voci umane in voci di benedizioni e lodi. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – Le Ore della Passione; d alle 11 a mezzogiorno: La crocifissione)

“Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono” (Mt 5, 24)

… “Figlia mia, povera mia piccina, coraggio, è la mia Volontà che vuole il suo primo posto in te; ma io non devo decidermi di non lasciarti, la mia decisione fu presa quando tu ti decidesti di non più lasciarmi, allora ci fu un rubarci la vita a vicenda, io la tua e tu la mia, con questa differenza: che prima tu mi vedevi senza l’ecclisse della luce del mio Fiat, esso stava come rinchiuso dentro di me; ora volendo prendere vita in te, ha straripato fuori di me e bilocandosi ha rinchiusa la mia Umanità dentro la sua luce, e perciò tu senti la mia vita attraverso i riflessi della sua luce. Dunque perché temi che ti lasci?
Ora tu devi sapere che la mia Umanità rifece in essa tutti gli atti respinti dalle creature, che la mia Volontà Divina dandosi a loro voleva che facessero; io li rifeci tutti e li depositai in me stesso per formare il suo regno, aspettando il tempo propizio per uscirli da me e depositarli nelle creature come fondamento di questo regno.
Se io non avessi ciò fatto, il Regno della mia Volontà non poteva effettuarsi in mezzo alle creature, perché solo io come Uomo e Dio potevo supplire all’uomo e ricevere dentro di me tutto l’operato d’una Volontà Divina, che dovevano ricevere e fare le creature, e per mezzo mio comunicarlo a loro.
Perché nell’Eden le due volontà, umana e Divina, restarono come in cagnesco perché l’umana si oppose alla Divina; tutte le altre offese furono come conseguenza; perciò dovetti prima rifare in me tutti gli atti opposti al Fiat Divino, fargli distendere in me il suo regno. Se non riconciliavo queste due volontà in cagnerio, come potevo formare la redenzione?
Perciò [in] tutto ciò che io feci sulla terra, il primo atto era di ristabilire l’armonia, l’ordine tra le due volontà per formare il mio regno; la redenzione fu conseguenza di questo. E perciò fu necessario togliere le conseguenze del male che aveva prodotto l’umano volere e quindi diedi rimedi efficacissimi, per poi manifestare il gran bene del Regno della mia Volontà.
Onde i riflessi della luce di essa non fanno altro che portarti gli atti che contiene la mia Umanità, per fare che tutto fosse Volontà Divina in te. Perciò sii attenta a seguirla e non temere”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 23; Febbraio 12, 1928)