Mercoledì della XIII settimana del Tempo Ordinario (Mt 8,28-34)
28Giunto all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. 29Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
30A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; 31e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci».
32Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque. 33I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati.
34Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.
“Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?»” (Mt 8,29)
“… Tutte queste verità porteranno l’uomo in grembo al suo Creatore, per darsi il primo bacio della creazione ed essere restituita l’immagine di colui che l’ha creato. Se tu sapessi il gran bene che porteranno alle creature tutte le verità che ti ho detto, il cuore ti creperebbe di gioia.
Né puoi temere che il nemico infernale potesse ardire di manifestarti una sola verità sulla Divina Volontà, perché lui innanzi alla luce di essa trema, fugge; ed ogni verità sulla mia Volontà è per lui un inferno di più, e perché non volle né amarla né farla, si cambiò per lui in tormenti che non avranno fine.
Lui innanzi alla sola parola Volontà di Dio si sente talmente scottare che monta in furore ed odia quella Santa Volontà che lo tormenta più dell’inferno. Perciò puoi star sicura che Volontà di Dio e nemico infernale non vanno mai d’accordo né insieme né vicino; la sua luce lo ecclissa e lo precipita nelle bolgie dell’inferno.
Quindi quello che ti raccomando [è] che nessuna verità o semplice parola sul mio Voler Divino tu facessi sperdere, perché tutto deve servire a compiere la catena dei miracoli perenni, per far conoscere il regno di esso, ed a restituire la felicità perduta alle creature”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 23; Settembre 21, 1927)
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… “Figlia mia, come l’anima va operando nel mio Voler Divino, così esso si dilata di più nella creatura, in modo che [per] ogni atto in più fatto in esso, tanta crescenza di più fa in lei. Sicché si vede in modo mirabile crescere la vita divina nella creatura.
Ma non è tutto; come cresce la vita divina nella creatura, così, [per] quanti più atti fa nel mio Fiat Divino, tanto più cresce la creatura nel seno del suo celeste Padre. L’Ente Supremo apre il suo seno e [vi] chiude questa felice creatura per crescerla a modo divino, per vestirla con vesti regali, per imboccarle il cibo colle loro mani, per abbellirla di rara bellezza.
Tutto il cielo resta sorpreso, rapito, nel vedere che il loro Creatore cresce nel suo seno una creatura, e dicono fra loro: ‘Qualche cosa di grande farà di lei, ché l’ama tanto e la custodisce tanto, che la cresce nel suo seno paterno’. E tutti aspettano la piena crescenza di questa creatura, per vedere ciò che ne sarà di lei.
Perciò il prodigio di vivere del mio Volere è singolare. Esso comunica tale potenza a chi vive in esso, che [l’anima] entra ovunque, e Dio stesso ama e vuole crescerla nel suo seno divino.
Oltre di ciò è tale e tanta la potenzialità e diffusione dell’atto fatto nella mia Divina Volontà, che dovunque si diffonde; si stende nel cielo e chiama come all’appello le stelle, si stende nel sole e chiama all’appello la luce, investe l’aria, il vento, il mare e chiama all’appello gli uccelli, la forza del vento, le acque ed i pesci, e mettendoli tutti in ordine, [l’anima] dice a tutti col suo atto: ‘Inchinatevi, ed adoriamo con doppio omaggio il nostro Creatore; quel Fiat che ci creò sta nel mio atto ed io voglio creare con esso nuovo amore, nuova adorazione e gloria al nostro Creatore’.
E non solo si stende in tutte le cose create, ma si stende negli atti della Vergine, in tutti gli atti che io feci sulla terra, negli atti del suo Creatore, in quelli di tutti i santi, e dal primo all’ultimo, tutti li chiama all’appello e vi fa scorrere dentro la nuova vita d’amore, d’adorazione, di gloria a colui che l’ha creata.
Si può dire che dovunque c’è la mia Divina Volontà, si stende l’atto della creatura fatto nella mia [Volontà]; fin nell’inferno sentono la potenza che una creatura opera nel mio Fiat Divino, perché come tutto il cielo sentono la nuova felicità, la gloria ed il nuovo amore dell’atto della creatura fatto nel mio Volere, così l’inferno sentono il nuovo tormento di quella Volontà Divina che respinsero e che, mentre sta con loro con giustizia, [vi] sta per tormentarli, ed ogni volta che la creatura opera in essa, sentono il peso della giustizia più grave sopra di loro e si sentono bruciare di più.
Come niente sfugge dal mio Fiat Divino, così niente sfugge a chi opera in esso, ed ogni qualvolta ripete i suoi atti, tante volte chiama l’appello per essere sicura che nessuno manca nell’atto suo di dare la nuova gloria, adorazione ed amore a quel Dio tre volte santo ed a quella Volontà Divina che con tanto amore le fa il posto a farla vivere in essa e la fa distendere nella sua interminabilità”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 26; Giugno 4, 1929)
“Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio” (Mt 8,34)
Questa mattina dopo aver fatto la comunione sentivo che nel mio interno il mio sempre amabile Gesù diceva:
“Oh, iniquo mondo! Tu stai facendo di tutto per cacciarmi dalla faccia della terra, per sbandirmi dalla società, dalle scuole, dalle conversazioni, da tutto; stai macchinando come abbattere templi ed altari, come distruggere la mia Chiesa e uccidere i ministri, ed io ti sto preparando un’era d’amore, l’era del mio terzo Fiat.
Tu farai la tua via per sbandirmi, ed io ti confonderò d’amore, ti seguirò di dietro, mi farò incontro davanti per confonderti in amore, e dove tu mi hai sbandito io erigerò il mio trono, e vi regnerò più di prima, ma in modo più sorprendente, tanto che tu stesso cadrai ai piedi del mio trono, come legato dalla forza del mio amore.”
Poi ha soggiunto: “Ah, figlia mia, la creatura imperversa sempre più nel male, quante macchine di rovine stanno preparando, giungeranno a tanto da esaurire lo stesso male!
Ma mentre loro si occuperanno nel fare la loro via, io mi occuperò che il mio Fiat Voluntas tua abbia compimento ed esaudimento, che la mia Volontà regni sulla terra, ma in modo tutto nuovo; mi occuperò a preparare l’era del terzo Fiat, in cui il mio amore sfoggerà in modo meraviglioso ed inaudito.
Ah, sì! Voglio confondere l’uomo tutto in amore; perciò sii attenta, ti voglio con me a preparare quest’era d’amore celeste e divina, ci daremo la mano a vicenda ed opereremo insieme.”
Poi si è avvinto alla mia bocca, e menandomi il suo fiato onnipotente nella mia bocca, mi sentivo infondere una nuova vita, ed è scomparso. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 12; Febbraio 8, 1921)
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… Onde mi sono abbandonata tutta nella sua Volontà, ma sentivo gran ripugnanza per la giustizia; ed il mio dolce Gesù ritornando mi ha detto: “Se sapessi come mi pesa l’usar giustizia, e quanto amo la creatura! Tutta la creazione è per me come il corpo all’anima, come la corteccia al frutto.
Io sono in continuo atto immediato con l’uomo, ma le cose create mi nascondono come il corpo nasconde l’anima; ma se non fosse per l’anima il corpo non avrebbe vita, così se mi ritirassi dalle cose create, tutte resterebbero senza vita.
Sicché in tutte le cose create io visito l’uomo, lo tocco e gli do la vita: sto nascosto nel fuoco e lo visito col calore; se io non ci fossi il fuoco non avrebbe calore, sarebbe fuoco dipinto e senza vita; e mentre io visito l’uomo nel fuoco, lui non mi riconosce né mi dà un saluto.
Sto nell’acqua e lo visito col dissetarlo; se io non ci fossi, l’acqua non disseterebbe, sarebbe acqua morta; e mentre io lo visito lui mi passa avanti senza farmi un inchino. Sto nascosto nel cibo e visito l’uomo col dargli la sostanza, la forza, il gusto; se io non ci fossi, l’uomo prendendo il cibo resterebbe digiuno, eppure, ingrato, mentre si ciba di me mi volta le spalle.
Sto nascosto nel sole e lo visito con la mia luce quasi ad ogni istante, ma ingrato mi ricambia con continue offese. In tutte le cose lo visito: nell’aria che respira, nel fiore che olezza, nel venticello che rinfresca, nel tuono che colpisce, in tutto; le mie visite sono innumerevoli.
Vedi quanto lo amo? E tu stando nella mia Volontà, sei insieme con me a visitare l’uomo e a dargli la vita; perciò non ti spaventare se qualche volta concorri alla giustizia.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 14; Maggio 12, 1922)


