20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. 21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio.
22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: «Stupido», dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: «Pazzo», sarà destinato al fuoco della Geènna.
23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

“Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 5,20)

… “Maestà Suprema e Creatore di tutte le cose, questa piccola bambina viene nelle vostre braccia per dirvi che tutta la creazione, a nome di tutte le creature, vi dà non solo il ricambio dell’amore, ma della giusta gloria per tante cose da voi create per amor nostro.
Nella vostra Volontà, in questo vuoto immenso, ho girato dappertutto, affinché tutte le cose vi glorifichino, vi amino e vi benedicano; e giacché vi ho messo in rapporto l’amore tra Creatore e creatura, che la volontà umana aveva spezzato, e la gloria che tutti vi dovevano, fate scendere la vostra Volontà sulla terra, affinché vincoli, raffermi tutti i rapporti tra Creatore e creatura; tutte le cose ritorneranno nell’ordine primiero da voi stabilito.
Perciò fate presto, non più indugiate; non vedete com’è piena di mali la terra? Solo la vostra Volontà può arrestare questa corrente, può metterla in salvo, ma la vostra Volontà conosciuta e dominatrice.” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 17; Maggio 17, 1925)

“Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione” (Mt 5,25)

… Ma mentre ciò facevo, l’amato mio bene è ritornato, ma si faceva vedere con le membra quasi tutte slogate, che gli davano dolore indicibile, e gettandosi nelle mie braccia mi ha detto: “Figlia mia, queste membra slogate che mi danno tanto dolore, sono tutte le anime che non fanno la mia Volontà. Io, col venire sulla terra, mi costituii capo dell’umana famiglia ed esse sono mie membra.
E queste membra venivano formate, rannodate, vincolate per mezzo degli umori vitali della mia Volontà. Come essa scorre in loro, così vengono messe in comunicazione col mio corpo e restano raffermate ciascuna al loro posto.
La mia Volontà, come medico pietoso, non solo fa scorrere i suoi umori vitali e divini per formare la circolazione necessaria tra il capo e le membra, ma vi forma la sua perfetta fasciatura per fare restare legate e ferme le membra sotto il loro capo.
Ora mancando la mia Volontà in loro, manca chi mette il calore, il sangue, la forza, il comando del capo per rendere operose le membra; manca chi [fa] la fasciatura se sono slogate, manca tutto.
Si può dire che tutte le comunicazioni tra le membra ed il capo sono spezzate, e stanno nel mio corpo per darmi dolore. È la sola mia Volontà che mette d’accordo ed in comunicazione il Creatore e la creatura, il Redentore ed i redenti, il Santificatore ed i santificati.
Senza di essa, la creazione, la redenzione, è come se fosse nulla per loro, perché manca chi fa scorrere la vita ed i beni che contengono. Gli stessi sacramenti serviranno loro di condanna, perché mancando la mia Volontà in loro, manca chi rompe il velo ai sacramenti per dare loro il frutto e la vita che contengono.
Perciò la mia Volontà è tutto; senza di essa le opere nostre più belle, i nostri prodigi più grandi, restano estranei alle povere creature, perché essa sola è depositaria di tutte le opere nostre, e quindi solo per mezzo suo [esse] vengono partorite alle creature.
Oh! Se tutti sapessero che significa fare o non fare la mia Volontà, tutti si metterebbero d’accordo con essa per ricevere tutti i beni possibili ed immaginabili e la trasmissione della stessa vita divina”. (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 20; Settembre 20, 1926)

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Stavo facendo il mio giro nella creazione per seguire tutti gli atti della Divina Volontà che aveva fatto in essa, e giunta al punto quando l’Ente Supremo creò la Vergine, mi son soffermata a considerarne il gran portento da cui ebbe principio la redenzione; ed il mio dolce Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto:
“Figlia mia, la redenzione ed il Regno della mia Divina Volontà sono andati sempre insieme; per venire la redenzione ci voleva una creatura che vivesse di Volontà Divina, come viveva l’Adamo innocente nell’Eden prima di peccare, e questo con giustizia, con sapienza, per nostro decoro, affinché il riscatto dell’uomo caduto fosse basato sul principio del come l’ordine della nostra sapienza creava l’uomo.
Se non ci fosse una creatura in cui il mio Fiat Divino non avesse il suo regno, poteva essere un sogno la redenzione, non una realtà; perché se nella Vergine non ci fosse il suo totale dominio, tra Volontà Divina ed umana restavano come in cagnerio e [la Volontà Divina] a distanza dall’umanità, quindi la redenzione era impossibile.
Invece la Vergine Regina piegò la sua volontà sotto alla Volontà Divina e la fece regnare liberamente; con ciò le due volontà si fusero, si rappacificarono, l’umano volere subiva il continuo atto del Divin Volere e lo faceva fare senza mai opporsi; sicché il regno di esso teneva la sua vita, il suo vigore ed il suo pieno dominio. Vedi dunque come incominciarono insieme la redenzione ed il Regno del mio Fiat!
Anzi potrei dire che cominciò prima il Regno del mio Fiat, per seguire insieme l’uno e l’altro. E come [per] un uomo ed una donna, perché si sottrassero dal mio Volere Divino, ebbe origine il regno del peccato e di tutte le miserie dell’umana famiglia, così una donna, in virtù che fece regnare il mio Fiat, fu fatta Regina del cielo e della terra; unita al Verbo eterno fatto Uomo ebbe origine la redenzione, non escludendo neppure il Regno della mia Divina Volontà.
Anzi tutto ciò che si fece da me e dall’altezza della Sovrana del cielo non sono altro che materiali ed edifici che preparano il suo regno. Il mio Vangelo si può chiamare le vocali, le consonanti, che facendo da trombettieri chiamano l’attenzione dei popoli ad aspettarsi qualche lezione più importante, che dovevano portar loro un bene più grande della stessa redenzione.
Le stesse mie pene, la mia morte e la mia resurrezione, conferma della redenzione e preparativo del Regno del mio Volere Divino, erano lezioni più sublimi e metteva tutti sull’attenti d’aspettare lezioni più alte; e già l’ho fatto dopo tanti secoli, che sono le tante manifestazioni che ti ho fatto sulla mia Divina Volontà, e quello che più ti ho fatto conoscere [è] com’essa vuol venire a regnare in mezzo alle creature, per restituir loro il diritto del suo regno perduto, per abbondarle di tutti i beni e di tutte le felicità che essa possiede.
Sicché come tu vedi, i materiali sono già pronti, gli edifici esistono, le conoscenze del mio Volere, che più che sole devono illuminare il suo regno e fare innalzare dai materiali formati da me edifici più vasti; quindi non ci vogliono altro che i popoli che devono popolare questo Regno del mio Fiat; ed i popoli si formeranno ed entreranno come si andranno pubblicando le conoscenze di esso.
Vedi dunque, due creature che scendono dalla Volontà Divina e danno il campo d’azione alla volontà umana e formano la rovina delle umane generazioni; altre due creature, la Regina del cielo che vive per grazia nel mio Fiat Divino e la mia Umanità che vive per natura in esso, formano la salvezza ed il ripristinamento e restituiscono il Regno del mio Volere Divino. E come non si può dubitare che sia venuta la redenzione, essendo connesso in-sieme l’una e l’altro, quindi con certezza spunterà il Regno del mio Fiat Divino; può essere al più effetto di tempo”.
Io nel sentire ciò ho detto: “Amor mio, come può venire questo Regno del tuo Volere? Non si vede nessun cambiamento, il mondo pare che non si arresta nella sua corsa vertiginosa del male”. E Gesù ha ripreso a dire:
“Che ne sai tu che devo fare io, e come posso tutto travolgere per fare che il Regno della mia Divina Volontà avesse la sua vita in mezzo alle creature? Se tutto è deciso, perché tu ci dubiti?” (dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – vol. 26; Luglio 27, 1929)